Che impatto ha sulle ragazze una mostra di educazione finanziaria?

lunedì 02/11/2026

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L’Italia figura tra i paesi che registrano livelli relativamente bassi di alfabetizzazione finanziaria, in particolare tra i giovani, le donne e le persone senza istruzione terziaria. Lo studio Experiential financial education. Assessing the effectiveness of a Banca d’Italia museum exhibition di Valentina Maria Andreucci, Alessio D’Ignazio, Francesca Festa, Marialucia Longo and Francesco Rossetti presenta i risultati di un esperimento randomizzato progettato per valutare l’efficacia della mostra temporanea, “L’Avventura della Moneta”, realizzata nel 2023 dal MUDEM - Museo della Moneta della Banca d’Italia, nel migliorare le competenze finanziarie degli studenti delle scuole secondarie.

La mostra era composta da nove sale e presentava in anteprima uno dei tre percorsi di visita del MUDEM. Affrontava temi quali le origini della moneta e della finanza, l’inflazione e la deflazione, il rapporto rischio-rendimento dei principali strumenti finanziari, le crisi finanziarie, la politica monetaria e i ruoli della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea.

L’articolo valuta l’impatto educativo della mostra attraverso un rigoroso esperimento randomizzato che ha coinvolto un campione di circa 600 studenti delle scuole secondarie dell’area di Roma. I risultati mostrano che la partecipazione alla mostra ha portato a un miglioramento significativo delle conoscenze finanziarie degli studenti, con punteggi ai test aumentati di circa un terzo rispetto ai livelli iniziali. La visita ha inoltre accresciuto la consapevolezza degli studenti riguardo al ruolo delle banche e delle banche centrali, oltre a stimolare un maggiore interesse per i temi economici e finanziari.

L’analisi esplora inoltre possibili effetti eterogenei rispetto a diverse caratteristiche osservabili degli studenti, tra cui il genere, il tipo di scuola, l’intervallo di tempo tra la visita al museo e la somministrazione del questionario finale, e il livello iniziale di conoscenza finanziaria.

I risultati indicano che la mostra è stata particolarmente efficace per le ragazze. Questo risultato contrasta con studi precedenti che suggeriscono come le esposizioni legate alle discipline STEM - ambiti che presentano alcune analogie con economia e finanza - tendano spesso ad attirare meno le ragazze e a coinvolgerle per periodi più brevi rispetto ai ragazzi.

L’articolo analizza inoltre i meccanismi alla base di questo effetto differenziato per genere. In linea teorica, la mostra potrebbe migliorare l’alfabetizzazione finanziaria delle donne in due modi: aumentando la loro fiducia - e quindi riducendo la frequenza delle risposte “non so” - oppure migliorando l’accuratezza delle risposte fornite.

I risultati mostrano che la visita dell’esposizione temporanea ha ridotto le risposte “non so” per entrambi i generi, ma la diminuzione è stata significativamente maggiore - circa il doppio - per le ragazze. Al contrario, l’accuratezza delle risposte tra le domande a cui gli studenti hanno effettivamente provato a rispondere è migliorata in misura simile sia per i ragazzi sia per le ragazze. Questi risultati suggeriscono che il principale canale attraverso cui la mostra contribuisce a ridurre il divario di genere nell’alfabetizzazione finanziaria è l’aumento della fiducia delle ragazze.

Più in generale, i risultati sono coerenti con la letteratura che sottolinea il ruolo delle risposte “non so” nello spiegare le differenze di genere nell’alfabetizzazione finanziaria e contribuiscono alla ricerca sulle metodologie didattiche volte a ridurre i divari di genere nei campi legati alla matematica, come economia e finanza. In particolare, i risultati supportano l’idea che ambienti di apprendimento a bassa pressione e non competitivi - come le esperienze educative nei musei - possano essere particolarmente benefici per le ragazze.

Infine, non sono stati riscontrati effetti eterogenei rispetto al tipo di scuola, all’intervallo di tempo tra la visita e il questionario finale o al livello iniziale di competenze finanziarie degli studenti. Ciò suggerisce che l’iniziativa è stata ugualmente efficace in diversi contesti educativi e tra studenti con differenti livelli di conoscenza pregressa. Inoltre, i risultati indicano che le informazioni acquisite durante la visita sono state mantenute per almeno quattro settimane dopo l’esperienza.

Nel complesso, i risultati evidenziano il potenziale delle iniziative educative basate sui musei come strumenti efficaci per migliorare l’alfabetizzazione finanziaria e contribuire a ridurre il divario di genere nelle conoscenze finanziarie.

Lo studio è stato pubblicato anche nel Journal of Behavioral and Experimental Finance, una delle principali riviste scientifiche internazionali dedicate ai temi della finanza comportamentale.

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