ADBI NEL MONDO - 18 GIUGNO 2025

mercoledì 18/06/2025

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Il 18 giugno sì è svolto il secondo dei webinar ADBI NEL MONDO in cui le nostre socie che lavorano all’estero ci raccontano come in altri contesti (Paesi, istituzioni internazionali o banche centrali) si affronta il tema dell’equilibrio di genere. 

Angela Di Maria, addetta finanziaria presso l’Ambasciata d’Italia in Abu Dhabi, e Luigia Ingianni, Commissioner dell’Employment Standards Office del Qatar Financial Center, hanno parlato della situazione delle donne nei Paesi del Golfo soffermandosi in particolare sul tema del divario esistente tra la situazione de jure e quella de facto e sulle dinamiche che possono aiutare a ridurlo.

Angela ha descritto la situazione emiratina. Gli Emirati Arabi hanno puntato ad un approccio top down centralizzato, che si inserisce nel più generale contesto degli sforzi di diversificazione economica dagli idrocarburi e di miglioramento delle posizioni rivestite nei ranking mondiali degli indicatori di competitività. In questo ambito, conta risultati rilevanti sono stati conseguiti sul fronte della istruzione: le donne sono più del 50% della popolazione studentesca superiore e universitaria e il 56% delle laureate STEM. Vi sono leggi che riconoscono la parità salariale nel settore privato, il congedo di maternità e il congedo di paternità di 5 giorni, che impongono la presenza di donne nei CdA delle società quotate. Il governo è composto per il 30% da donne; vi è un impegno formale a portare al 50% la percentuale di donne nel massimo organo rappresentativo. De facto, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è ancora basso (55%, 33% intorno ai 40 anni) e concentrato nei settori pubblico (66%), dell’istruzione e della sanità (75%). Pesano innegabili aspetti culturali, sociali e religiosi anche se il cambiamento pare essere innescato, iniziando a trasformare la forma in sostanza, anche per effetto dell’avvertita necessità dell’establishment locale di continuare a presidiare posizioni chiave rispetto ai residenti di origine straniera che sono la maggioranza della popolazione residente.

Luigia ha parlato della sua esperienza qatarina che richiama in parte quella emiratina. Anche il Qatar ha puntato molto sul sostegno alla scolarità femminile, sia nel paese che all’estero, e su riforme legislative importanti, volte ad allineare gli standard giuslavoristici a best practices internazionali: 14 settimane di maternità retribuita (in linea con la Convenzione International Labour Organisation [ILO] 183/2000), permessi retribuiti per allattamento fino al compimento di un anno di età, divieto di licenziamento delle lavoratrici per ragioni di matrimonio e maternità, part-time, abolizione del sistema di “kafala” (per consentire ai lavoratori di cambiare lavoro liberamente, senza autorizzazione del precedente datore di lavoro), fra molte altre. In tal senso, la collaborazione fra il Ministero del Lavoro del Qatar, l’Employment Standards Office del Qatar Financial Centre e il Doha Project Office dell’ILO, ha agito da propulsore per riforme importanti, che hanno avuto anche un impatto positivo a livello reputazionale, legato alla dimostrazione della capacità di attuare concretamente le riforme legislative introdotte. Con specifico riferimento al passaggio dalla dimensione de jure a quella de facto, Luigia ha poi discusso di come riforme culturali importanti richiedano l’utilizzo di strumenti di change management che consentano di mettere in atto processi di trasformazione culturale efficaci e sostenibili. In tal senso, ha condiviso uno strumento di Anita D’Agnolo Vallan, autrice ed esperta di change management (il “System Funcitoning Cycle”). Luigia ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento attivo di coloro che dovranno mettere in pratica il cambiamento in modo da superare l’inevitabile resistenza e modificare percezioni e aspettative delle persone e dell’organizzazione in cui si intende attuale il cambiamento, per poter concretamente giungere alla modifica di comportamenti individuali e collettivi e, conseguentemente, ottenere i risultati auspicati. 

Clicca qui per vedere la registrazione  del webinar.

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