Politiche di genere in azienda: dall’ABI alla Banca d’Italia


Seguendo l’esempio inglese della  “Women in Finance Charter” (dal 2016 a oggi più di 330 sottoscrittori), l’ABI ha approvato nel giugno scorso la Carta delle donne in Banca. Secondo i dati diffusi a fine settembre gli aderenti sono 24 istituti, oltre alla stessa ABI, e rappresentano l’80% del valore dell’attivo delle banche partecipanti all’associazione.

In Banca d’Italia è presente la figura del Diversity manager, vengono pubblicate statistiche di genere e di recente è stato definito un target di presenza delle donne tra i Direttori, poi ci sono anche l’ADBI e la CPO, ma niente di tutto questo è pubblicizzato, perché? Tutte le aziende sono fiere delle loro politiche di attenzione alla valorizzazione delle differenze, il Diversity&Growth (ex D&I) è sempre un fiore all’occhiello, le HR vengono rinominate People&Culture, il tema ben affrontato nelle aziende private genera ritorni economici e non solo … a quando almeno uno spazio sul sito internet  che racconti l’approccio della Banca?

Con il nido aziendale la Banca d’Italia è stata all’avanguardia e ora? E’ tempo di ritornare in vetta alle best practices italiane!