ADBI - Associazione delle Donne della Banca d'Italia www.adbi-online.it http://www.adbi-online.it/ Cross-mentoring ADBI – PWN Programma 2018http://www.adbi-online.it//newseventi/2018/02/cross-mentoring-adbi-pwn-programma-2018.aspx<p>Con l’avvio della riforma delle carriere in Banca d’Italia, diventa indispensabile saper gestire attivamente il proprio percorso professionale. E’ necessario investirci tempo ed energie; ci vuole motivazione, sostegno, incoraggiamento. Per le donne è particolarmente importante sentirsi sicure di essere competenti, ma occorre anche riconoscere i potenziali ostacoli. Ci confrontiamo infatti con un ambiente lavorativo dove siamo meno degli uomini e dove regole, prassi, comportamenti e persino il linguaggio tendono a perpetuare questo squilibrio.</p> <p>Da tempo ADBI sostiene la necessità di avviare un programma di mentoring in Banca d’Italia per valorizzare le professionalità individuali, che dedichi un’attenzione particolare alla componente femminile del personale. A tale scopo, ADBI inaugura adesso un programma di<strong> “cross-mentoring” in collaborazione con l’associazione Professional Women Network (PWN) Rome</strong> che da cinque anni offre questo servizio alle proprie associate</p> <p>Il mentoring è uno strumento molto efficace per il confronto e la consapevolezza; il percorso fatto insieme, anche se breve, consente a mentor e mentee di:</p> <ul> <li>condividere esperienze di lavoro</li> <li>stabilire relazioni professionali</li> <li>esaminare criticamente le proprie capacità</li> <li>confrontare conoscenze</li> <li>rivelare ambizioni</li> <li>analizzare comportamenti e stili gestionali</li> <li>scambiare idee</li> <li>cambiare prospettiva</li> <li>superare ostacoli</li> <li>scoprire i propri punti di forza</li> <li>imparare</li> </ul> <p>A gennaio 2018, ADBI ha organizzato un <a href="/newseventi/2018/02/conferenza-sul-mentoring-26-gennaio.aspx">seminario di presentazione</a> del progetto con le responsabili del programma di mentoring di PWN Rome. Si avvia adesso la raccolta delle candidature. Possono partecipare <strong>15 socie in qualità di mentee</strong>. PWN abbinerà le mentees a un mentor (donna o uomo) esterno alla Banca d’Italia, secondo uno schema prefissato di incontri (circa uno al mese), tra aprile e novembre del 2018. <strong>Per le socie ADBI la partecipazione al programma di PWN Rome è gratuita.  </strong></p> <p>Grazie al contributo e all’esperienza di PWN, l’iniziativa dell’ADBI ha l’intento di offrire alle iscritte l’opportunità di confrontarsi con altre realtà del mondo del lavoro, nel ruolo di mentee o in quello di mentor. Si tratta quindi di un programma di<strong> cross-mentoring, o mentoring inter-aziendale</strong>. Le mentees avranno la possibilità di scegliere se aderire al <strong>mentoring individuale</strong> (incontri bilaterali) o a un <strong>mentoring di gruppo</strong>, insieme ad altre mentees, su argomenti mirati, che saranno proposti da PWN-Rome. Nel 2017 per esempio un mentor della società SAP ha condotto un mentoring di gruppo intitolato corporate story-telling sulle tecniche e la preparazione delle presentazioni e dei discorsi (un<a href="/newseventi/2018/02/conferenza-sul-mentoring-26-gennaio.aspx"> breve video realizzato dal gruppo</a> è stato proiettato durante l’incontro di presentazione.</p> <p> </p> <p>L’accordo con PWN Rome prevede che ADBI si impegnerà per reclutare tra il personale della Banca d’Italia un pari numero di mentor, che saranno abbinati/e da PWN Rome con mentees esterne alla Banca d’Italia. Questo aspetto della collaborazione è stato considerato con attenzione: ADBI ha deciso di allargare a <strong>tutti gli interessati, donne e uomini, la possibilità di partecipare come mentor</strong> nella convinzione che questo possa consentire agli uomini di muovere qualche passo insieme alle donne, rappresentando un’occasione per riflettere anche sui ruoli di genere nel mondo del lavoro. La partecipazione di un certo numero di uomini è inoltre finalizzato ad agevolare il raggiungimento di un<strong> obiettivo di 15 mentor</strong>, che è la condizione per la partecipazione a titolo gratuito al programma PWN delle 15 mentees socie dell’ADBI.</p> <p><strong>Possono partecipare come mentees tutte le iscritte all’ADBI entro il 14 marzo 2018</strong>. Tutte le <a href="/iscriversiadbi.aspx">indicazioni per iscriversi all’ADBI</a> sono qui o contattando le componenti del <a href="/consigliodirettivo.aspx">consiglio direttivo</a>.</p> <p><strong>Calendario</strong></p> <p><strong>20 febbraio -14 marzo: raccolta delle candidature dei/delle mentor</strong>. Chiediamo alle socie di diffondere l’invito a tutti gli interessati a partecipare al mentoring. Scrivete alle componenti del consiglio direttivo per chiarimenti e indicateci persone da contattare come mentor. L’iniziativa riguarda soprattutto chi lavora a Roma, ma per i potenziali partecipanti fuori Roma è possibile anche utilizzare Skype. Molte socie ADBI si sono già offerte come mentor ed abbiamo anche l’adesione di un collega; auspichiamo altre candidature di <strong>mentor uomini</strong> della Banca d’Italia.</p> <p><strong>15 -31 marzo:raccolta delle candidature delle mentor</strong>. Le mentorpossono indicare se preferiscono un mentoring individuale o di gruppo. La richiesta di iscrizione andrà inviata a <a href="mailto:ADBI@bancaditalia.it">ADBI@bancaditalia.it</a> entro le 18:00 del 31 marzo. In caso di superamento delle 15 candidature saranno selezionate le prime 15 richieste pervenute in ordine temporale.</p> <p><strong>1° aprile – 15 aprile 2018</strong>: le candidature saranno trasmesse a PWN Rome, che chiederà ai partecipanti di <strong>compilare moduli</strong> separati per mentor, mentee e per mentoring di gruppo e realizzerà gli abbinamenti.</p> <p><strong>Maggio 2018:</strong> in un incontro a Roma <strong>PWN Rome annuncerà gli abbinamenti</strong> e lo schema del programma. Saranno previsti incontri per la formazione dei/delle  mentor.</p> <p><strong>Maggio– Novembre2018</strong>: quattro-sei incontri di mentoring (di persona, per telefono, su skype, ecc.)</p> <p><strong>Novembre 2018</strong>: Conclusione del programma, incontro di presentazione dei risultati, condivisione di riflessioni e proposte di miglioramento.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/02/cross-mentoring-adbi-pwn-programma-2018.aspx2018-02-15T00:00:00Consiglio direttivo del 5 febbraio 2018http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2018/02/consiglio-direttivo-del-5-febbraio-2018.aspx<p>Partecipanti: Bucalossi, Giglio, Giuliani</p> <p style="text-align: center;"><strong>Ordine del giorno:</strong></p> <ol> <li>Feedback incontro UIF</li> <li>Presentazione mentoring</li> <li>Feedback testo target e follow-up esterni</li> <li>Questionario socie: ultimo reminder</li> <li>Feedback RIU su iniziative ludoteca e navette</li> <li>Calendarizzazione altri incontri in AC  e seminario Filiali</li> <li>Prossimo CD</li> </ol>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2018/02/consiglio-direttivo-del-5-febbraio-2018.aspx2018-02-12T00:00:00Conferenza sul Mentoring del 26 Gennaio Videohttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/02/conferenza-sul-mentoring-26-gennaio.aspx<p>Ecco il collegamento per visionare l'intera conferenza sul mentoring del 26 Gennaio. </p> <p><iframe width="100%" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/owOuY7rWJ1Q" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen=""></iframe></p> <p> </p> <p>Sul sito sono disponibili anche le <a href="/newseventi/2018/01/adbi-presenta-il-programma-di-mentoring-per-le-donne-della-banca-d-italia.aspx" title="ADBI presenta il programma di mentoring per le donne della Banca d Italia">slide</a> dell'evento. </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/02/conferenza-sul-mentoring-26-gennaio.aspx2018-02-08T00:00:00ADBI presenta il programma di mentoring per le donne della Banca d’Italiahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-presenta-il-programma-di-mentoring-per-le-donne-della-banca-d-italia.aspx<p>Il 26 gennaio 2018 abbiamo presentato il programma di mentoring per le donne della Banca d’Italia che ADBI ha organizzato in collaborazione con <a href="https://www.linkedin.com/company/pwn-rome/?originalSubdomain=it" title="PWN Rome">PWN Rome</a>. Abbiamo parlato delle diverse forme di mentoring offerte e delle modalità di partecipazione. Le candidature si raccolgono fino a marzo; saranno trasmesse a PWN Rome ad aprile per partire a maggio. Il prossimo aggiornamento sarà sul sito a partire dal 15 febbraio.</p> <p> </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-presenta-il-programma-di-mentoring-per-le-donne-della-banca-d-italia.aspx2018-01-27T00:00:00ADBI incontra UIFhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-incontra-uif.aspx<p>Il 19 gennaio abbiamo presentato l’Associazione, le sue iniziative e i suoi progetti alle colleghe dell’UIF  con le quali abbiamo scambiato tante idee sulla situazione delle donne in Banca, sulle sue prospettive e sul ruolo che ADBI può svolgere per migliorarla. Un elenco, seppur parziale, delle attività e dei recenti risultati di ADBI si può trovare <a href="/cosafacciamo/attivita/2017/12/attivit%C3%A0.aspx" title="elenco_attivita_adbi">qui</a>.</p> <p>La discussione si è incentrata in particolare sull’<a href="/newseventi/2018/01/adbi-presenta-il-programma-di-mentoring-per-le-donne-della-banca-d-italia.aspx" title="Mentoring">avvio del progetto ADBI/PWN di cross-mentoring</a> e sui <a href="/newseventi/2018/01/la-risposta-della-banca-alla-proposta-cpo-di-target-di-genere-le-osservazioni-di-adbi.aspx">target di genere</a>.</p> <p>Per quanto riguarda il <a href="/newseventi/2018/01/adbi-presenta-il-programma-di-mentoring-per-le-donne-della-banca-d-italia.aspx">cross-mentoring</a> le colleghe hanno manifestato curiosità e interesse a partecipare, specie come mentees.</p> <p>Per quanto riguarda i <a href="/newseventi/2018/01/la-risposta-della-banca-alla-proposta-cpo-di-target-di-genere-le-osservazioni-di-adbi.aspx">target</a> è emersa una certa cautela nei confronti dell’attuale configurazione delle vacancy e sull’effettiva capacità di aumentare la contendibilità di certe posizioni e, in particolare, di determinare un aumento della presenza delle donne nei ranghi manageriali e, per il suo tramite, un miglioramento del clima generale per tutte le donne che lavorano in Banca, anche quelle non in ruoli manageriali. Le donne infatti risentono spesso più degli uomini delle fatiche della conciliazione tra vita privata e lavoro, quando hanno vincoli familiari, e degli stereotipi di genere, in ogni caso. In particolare, da un lato si è notato che finora nelle job descriptions delle vacancy conta molto la conoscenza e l’esperienza maturata nell’area per cui si compete e al contrario conta poco il potenziale  e la verifica di soft skills ,dall’altro mancano  assessment centers curati da professionisti  specializzati esterni. E’ stato notato che, in base all’esperienza passata dell’UIC, gli assessment manageriali “esterni”  avevano dato buona prova mettendo in luce valide ed apprezzate competenze e professionalità che altrimenti non sarebbero emerse, e che sarebbe quindi bene chiedere di riprenderli insieme a intraprendere precisi e mirati programmi di sviluppo professionale. </p> <p>Un breve giro di tavolo ha offerto l’occasione alle colleghe di fare osservazioni e domande su ADBI su come ad esempio meglio coinvolgere i colleghi uomini nelle iniziative dell’associazione in modo da non escludere completamente l’altro genere ed ampliare le occasioni di network, sui rapporti tra ADBI e la Commissione Pari Opportunità e, infine, sul contributo dell’ADBI a far evolvere la figura femminile in Banca in sintonia  con la società e a diventare essa stessa best practice.</p> <p>Da queste considerazioni è derivata la riflessione che solo una forza femminile coesa e mirata attraverso una crescita delle iscritte all’ADBI può aiutare le donne a interagire con le Funzioni della Banca in modo efficace e costruttivo. Pertanto alle colleghe presenti ancora non socie è stato illustrato <a href="/iscriversiadbi.aspx">come iscriversi all’Associazione</a> e le modalità di addebito automatico (tramite RID alla CSR) della modesta quota annuale di 20€. E’ stato anche velocemente illustrato il questionario diffuso tra le socie che anche le nuove entrate potranno compilare per riprendere alcuni degli argomenti affrontati durante l’incontro.</p> <p>L'evento è consultabile <a href="/newseventi/2018/01/adbi-incontra-donne-uif.aspx" title="adbi_incontra_donne_uif">qui. </a></p> <p> </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-incontra-uif.aspx2018-01-24T00:00:00La risposta della Banca alla proposta CPO di target di genere: le osservazioni di ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/la-risposta-della-banca-alla-proposta-cpo-di-target-di-genere-le-osservazioni-di-adbi.aspx<p>E’ noto che a fronte delle note difficoltà incontrate dalle donne lungo il loro percorso di sviluppo professionale, in mancanza di appositi interventi espliciti - che siano quote (e quindi immediatamente vincolanti) o target (e quindi tendenziali) - è difficile aspettarsi un naturale aumento della presenza femminile nelle posizioni manageriali.</p> <p>Da tempo <a href="/media/189029/2016-06-20_evento_cpo_note_virginia_giglio.pdf">ADBI ha sollecitato interventi del genere anche in Banca</a> ed è quindi con grande attenzione che ha accolto la notizia che a luglio 2017 la <a href="file:///C:/Users/Stefania/Downloads/Lettera%20CPO%20per%20DG%20e%20SG.PDF">Commissione Pari Opportunità della Banca d’Italia</a> ha definito alcune azioni positive chiedendo all’Amministrazione di introdurre dei target di presenza femminile da raggiungere entro il 2023 pari al 33% per il segmento di Direttore ed al 30% per le posizioni organizzative di Vice Capo Servizio, Vice Capo Sede, Capo Filiale e Vice Capo Filiale.</p> <p>A livello europeo la definizione di obiettivi tendenziali di donne nelle aree  manageriali, i cd target, è una policy di azione positiva ben conosciuta. Ad esempio, tali obiettivi sono stati fissati esplicitamente dalla <a href="https://ec.europa.eu/info/about-european-commission/service-standards-and-principles/equality-treatment_en">Commissione Europea</a> (almeno il 40% delle posizioni manageriali entro l’1.11.2019 a partire dall’attuale 36%) o dalla <a href="https://www.vercida.com/uk/articles/how-bank-of-england-s-diverse-workforce-is-helping-with-better-decision-making">Bank of England</a> (almeno il 35% delle donne in senior roles entro il 2020) oppure implicitamente dalla <a href="http://www.wk-rh.fr/actualites/upload/Accord-entreprise-egalite-prof-femmes-hommes.pdf">Banque de France</a> impegnandosi con le parti sociali a far si che le donne in posizioni manageriali (chefs d’unité et directeurs) siano almeno in misura pari alla percentuale al momento del loro ingresso in Banca.  </p> <p>In particolare la BCE, l’istituzione di riferimento per le donne dell’Eurosistema, ha fissato nel 2013 i <a href="https://www.ecb.europa.eu/careers/why-we-value-diversity/women/html/index.en.html">gender target</a> per le posizioni manageriali prevedendo che per la fine del 2019 il 28% delle posizioni di senior management e il 35% del complesso delle posizioni manageriali sia ricoperto da donne: in particolare nell’arco di 3 anni la BCE prevede di aumentare rispettivamente di 10 p.p. la componente di donne in posizioni senior e di 9 p.p. quella delle posizioni manageriali complessive. A tal fine la BCE ha previsto un apposito piano d’azione incentrato sull’attrazione dei talenti femminili, sul loro sviluppo interno, sulla conciliazione vita-lavoro e sulla responsabilizzazione dei manager</p> <p><img src="/media/267757/diversity.png" width="NaN" height="300" src="/media/267757/diversity.png" alt="Diversity"/></p> <p>La <a href="http://www.sindirettivo.it/cida/elenco-globale-allegati/633-target030118/file.html">risposta data dal Direttore generale</a> alle sollecitazioni della CPO non è stata interamente positiva.</p> <p>La Banca da un lato ha riconosciuto esplicitamente la necessità di intervenire proattivamente per aumentare la presenza delle donne in Banca, favorirne lo sviluppo professionale e l’assunzione di maggiori responsabilità: in questo senso ha accolto la proposta della CPO di un target del 33% di donne nel segmento dei Direttori (rispetto al 28% dopo l’ultima sessione di avanzamenti) entro il 2023.</p> <p>La Banca non ha purtroppo accolto la proposta della CPO di definire un target sulle posizioni organizzative di Vice Capo Servizio, Vice Capo Sede, Capo Filiale e Vice Capo Filiale perché l’ha ritenuta potenzialmente confliggente con il meccanismo delle vacancy che presiede alla loro attribuzione in base al nuovo sistema di inquadramento e sviluppo professionale. Secondo la Banca la presenza femminile nei centri decisionali potrebbe invece essere accresciuta creando “condizioni di contesto più favorevoli” determinate dalle “recenti innovazioni nei sistemi di gestione del personale” come il performance feedback, l’assessment manageriale e il feedback dal basso. </p> <p>Secondo noi, invece, le proposte della CPO sono meditate e ampiamente sostenibili tenuto conto dell’ampiezza del periodo considerato, ben sei anni, e del ridotto incremento percentuale (+5 p.p.) avuto di mira: si tratta di obiettivi piuttosto moderati nel confronto con quelli della BCE. senza una chiara policy orientata all’obiettivo di aumentare la presenza delle donne in un arco di tempo predefinito e affinata attraverso ripetuti momenti di puntuale verifica della situazione - la fiducia nella capacità delle innovazioni gestionali di conseguire di per sé i risultati sperati nel medesimo arco di tempo rischia di essere malriposta.</p> <p>In primo luogo il sistema delle vacancy – come del resto il più generale sistema di inquadramento e sviluppo professionale in cui è inserito - è nuovo, non ancora ben rodato e non interamente trasparente. Per restare sulle vacancy, ad oggi mancano dataset completi sul loro funzionamento, sull’effettiva contendibilità delle posizioni offerte e sui risultati conseguiti anche in ottica di maggior bilanciamento di genere. Al fine di definire un percorso strutturato verso l’aumento delle candidature femminili e, indirettamente, del loro successo, ADBI ha già sottolineato la <a href="/media/197702/il-job-posting-non-%C3%A8-sempre-neutro-16-dicembre-2016.pdf">necessità di intervenire sul linguaggio delle “vacancy notes</a>” bilanciando il diverso peso da dare alle singole parti (ad esempio, meno ai compiti della struttura, più ai titoli e alle qualifiche dei candidati, meno alle pregresse esperienze, più ai soft skills) sia nelle modalità di formulazione (linguaggio più gender neutral, con un incoraggiamento alle candidature femminili). ADBI ha osservato come le odierne modalità di valutazione delle caratteristiche per la ricerca di posizioni manageriali da coprire tramite vacancy tendono a premiare le esperienze passate e a ricalcare le attività già svolte dalle strutture; questo comporta che le donne, già oggi meno rappresentate in Banca in numero e nelle posizioni manageriali, possano in prospettiva accedere sempre meno a posizioni di vertice e tantomeno al di fuori dell’area lavorativa di appartenenza.</p> <p>ADBI ha riproposto tali considerazioni <a href="http://adbi-online.it/newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx">in occasione dell’incontro con la responsabile della Funzione Diversity</a>, sottolineando che mentre si è avuto modo di notare che vi è maggiore attenzione ad una composizione più bilanciata delle commissioni di valutazioni si è visto invece che manca ancora un’adeguata trasparenza sul dettaglio della composizione per genere dei partecipanti alle singole vacancy e ai panel per le selezioni oltre che riferimenti precisi sulle partecipanti effettive rispetto alle potenziali, su quali e quante iniziative formative e di assessment sono state svolte, sulle partecipanti effettive, potenziali e sulle iscritte scartate per insufficienza di posti. Senza un’analisi approfondita di genere di queste informazioni non si può quindi concordare sull’affermazione della Banca che la situazione delle posizioni vicarie in questione vada bene e non siano necessari interventi mirati.</p> <p>Soprattutto ADBI ritiene che senza strutturare un’adeguata strategia di preparazione delle candidature femminili alle vacancy le donne corrono il rischio o di essere delle candidature “token”, di bandiera e prive di reali chances di successo e con un puro valore di testimonianza, o delle candidature “tagged” che, in caso di successo, potrebbero essere inficiate dalla sfiducia per la preferenza accordata in base al genere e quindi essere controproducenti per le interessate e per tutta la struttura. Occorrerebbe invece individuare le potenziali partecipanti alle future vacancies che si apriranno, contattarle, preparare interventi di formazione e coaching apposta per loro e verificare se la partecipazione femminile (e il successo delle candidature delle donne) è aumentata dopo questi interventi mirati. Si tratta nel complesso di un numero di posizioni molto contenuto (meno di una decina), che ben si presta ad azioni mirate in chiave di ribilanciamento e alla sperimentazione di modalità innovative di crescita professionale e manageriale, valorizzando al contempo l’ampliamento del segmento professionale al quale attingere.</p> <p>Insomma, attendere che si producano naturalmente gli effetti auspicati non basta: occorre anche definire un arco temporale (almeno un biennio, quindi entro fine 2018 tenuto conto che la richiesta di CPO si basa su dati di fine 2016) entro cui verificare se e come tutti gli strumenti citati nella lettera della Banca siano stati applicati e fissare adeguati sistemi di monitoraggio i cui risultati – articolati per genere - siano resi pubblici a tutto il personale su base quanto meno annuale. Anche questo aspetto merita infatti di essere incluso nella trasparenza degli obiettivi gestionali della Banca nei confronti del personale.</p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/la-risposta-della-banca-alla-proposta-cpo-di-target-di-genere-le-osservazioni-di-adbi.aspx2018-01-22T00:00:00Consiglio Direttivo del 15 Gennaio 2018http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2018/01/2018-01-15-cd.aspx<p><strong>Presenti</strong>: Bucalossi, Giglio, Giuliani, Nuccetelli.</p> <p style="text-align: center;"><br /><strong>Ordine del giorno:</strong></p> <p style="text-align: left;"><br />1. Feedback festeggiamenti decennale<br />2. Questionario socie<br />3. Lettera CPO sui target di presenza femminile e risposta Direttore Generale<br />4. Riscontro lettera sui questionari sulle iniziative di welfare<br />5. Preparazione incontri con UIF (19.1.2018) e con PWN (26.1.2018) sul progetto di cross-mentoring<br />6. Calendarizzazione NL</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2018/01/2018-01-15-cd.aspx2018-01-16T00:00:00Parità salariale tra uomo e donna: l’Islanda come modello da emularehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/parità-salariale-tra-uomo-e-donna-lislanda-come-modello-da-emulare.aspx<p>Secondo <a href="http://www3.weforum.org/docs/WEF_GGGR_2017.pdf">il Global Gender Gap Report</a> del World Economic Forum <strong>la parità di genere è una necessità assoluta perché è un passo avanti verso la giustizia, ma soprattutto perché è sinonimo di competitività e prosperità.</strong></p> <p>La ricerca, che il WEF conduce ogni anno, ha come obiettivo quello di ricavare dati riguardanti il divario tra uomo e donna analizzando quattro linee tematiche principali: partecipazione alla vita economica e opportunità lavorative, conseguimento dell’istruzione, salute e sopravvivenza e responsabilizzazione politica. <br /> <strong>Il WEF</strong>, in seguito alla sua analisi, condotta su un campione di 144 paesi, <strong>ha</strong> inoltre <strong>annunciato che ci vorranno 217 anni affinché la disparità tra uomini e donne sia annullata del tutto.</strong> <br /> Nella classifica,<strong> l’Italia è all’82 esimo posto</strong>. Il dato sconcertante però è un altro: gli uomini ricevono stipendi maggiori, ma in realtà sono le donne a lavorare di più.</p> <p><strong>Diversa è la situazione in Islanda</strong>: il WEF sottolinea che in questo paese è stata eletta la prima donna presidente in maniera democratica ed è<strong> qui</strong> che <strong>è nata la prima legge al mondo che impone la parità salariale tra uomini e donne.</strong> Il gap potrebbe azzerarsi nel 2022, grazie alla <strong>legge, imposta per le aziende con più di 25 dipendenti.</strong></p> <p>Nonostante le leggi non cambino il modo di pensare della società, esse contribuiscono al suo processo di cambiamento. Il Ministro degli Affari Sociali e dell’Uguaglianza islandese, Þorsteinn Viglundsson, ha affermato di aver iniziato a lavorare sul progetto della parità salariale nel 2008. Si è partiti con la definizione di alcuni  standard manageriali come la responsabilità sociale dell’impresa e l’etica del lavoro, fattori importanti per la riduzione del rischio di stress sul luogo di lavoro, per poi passare all’individuazione del progetto pilota, terminato nell’approvazione della legge da parte del Parlamento.</p> <p>Diverse sono state, inoltre, le <strong>iniziative realizzate dall’Islanda per preparare il terreno di coltura favorevole all’approvazione da parte dello Stato e della società.</strong> Sono stati <strong>garantiti asili nido di qualità e un sistema di congedi parentali di nove mesi da dividere tra il padre e la madre.</strong> Non dimentichiamo, però, che in Islanda il governo è costituito per la metà da donne.</p> <p>La situazione sta cambiando anche negli altri paesi, seguendo ritmi diversi.</p> <p>In <strong>Italia l’articolo 46 del Decreto Legislativo 11 aprile 2006 n.198</strong> (il cd Codice delle pari Opportunità) impone alle aziende sia pubbliche che private con oltre cento dipendenti dia redigere un rapporto, almeno ogni due anni, sulla situazione del personale maschile e femminile, che include stato professionale, assunzioni, formazione, promozione. <strong>Nonostante il termine ultimo per presentare i rapporti sia scaduto il 30 Aprile 2016, i dati sembra non siano ancora disponibili.</strong> In ogni caso, <strong>il divario di genere nella remunerazione continua ad essere presente in modo significativo:</strong> secondo  quanto<a href="https://www.istat.it/it/files/2017/10/A-Audizione-parit%C3%A0-di-genere-25-ottobre_definitivo.pdf?title=Parit%C3%A0+tra+donne+e+uomini+-+26/ott/2017+-+Testo+integrale.pdf"> illustrato dal presidente dell’ Istat, </a>nel 2014 il reddito guadagnato dalle donne è in media del 24% inferiore ai maschi.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/parità-salariale-tra-uomo-e-donna-lislanda-come-modello-da-emulare.aspx2018-01-05T00:00:00La lingua italiana declinata al femminile: Boldrini all'Accademia della Cruscahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/la-lingua-italiana-declinata-al-femminile-boldrini-allaccademia-della-crusca.aspx<p>Edmondo De Amicis ne l’Idioma gentile scriveva: “Tu ami la lingua del tuo paese, non è vero? L’amiamo tutti”. Tutti amano l’italiano perché<strong> la parola è espressione delle nostre idee e di ciò che siamo. La lingua è manifesto storico dell’Italia e al tempo stesso il segno del cambiamento e dell’evoluzione della società.</strong></p> <p>In quest’ottica il<strong> 30 Novembre scorso la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, presso l’Accademia della Crusca, è intervenuta nel dibattito “L’Italiano oggi nella società e nelle Istituzioni”</strong> insieme, tra gli altri, ad esponenti dell’Accademia della Crusca) e alla linguista Cecilia Robustelli Aggiungere link alle linee guida di Robustelli già presenti nel nostro sito.</p> <p>Si è discusso sul<strong> linguaggio di genere</strong> e di come sia necessario, per adeguarsi ai tempi e ai cambiamenti della società, <strong>eliminare le barriere derivanti da una lingua che per anni ha utilizzato solo termini al maschile.</strong></p> <p>Termini come “Ministra” devono rientrare nella neo-lingua: <strong>rifiutare questo cambiamento, è a detta del presidente dell’Accademia della Crusca, “una radicalizzazione ideologica”</strong>, un estremismo condizionato da pregiudizi che necessita un rinnovamento.</p> <p>Naturalmente l<strong>’Accademia della Crusca</strong> non ne impone l’utilizzo ma <strong>invita gli Italiani a non nascondere il rifiuto di usare termini declinati al femminile dietro la grammatica</strong>. Infatti, se <strong>la lingua è espressione del popolo e del nostro paese, non può far altro che adattarsi ai tempi per poter lasciar traccia, con le parole, dei cambiamenti avvenuti e delle conquiste raggiunte dalle donne.</strong></p> <p>Inoltre la presidente Boldrini ha aggiunto come in Italia le donne rappresentino una maggioranza (51%) che non deve adattarsi, ma uscire allo scoperto ed esigere rispetto anche nella lingua, sottolineando<strong> il ruolo delle Istituzioni nel farsi portavoce e parte attiva del percorso da intraprendere per raggiungere l’uguaglianza e le pari opportunità</strong>. Gli intervenuti hanno quindi convenuto che <strong>riconoscere con la parola e con la declinazione al femminile il cambiamento della società contribuisce a scrivere la storia del nostro paese e della nostra lingua. </strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/la-lingua-italiana-declinata-al-femminile-boldrini-allaccademia-della-crusca.aspx2018-01-03T00:00:00Donne e Fintech: quali opportunità? Il convegno a Milano del 12 dicembre 2017http://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/donne-e-fintech-quali-opportunità-convegno-del-12-dicembre-a-milano.aspx<p><strong>Anna Maria TarantoIa</strong> ha ripercorso l’evoluzione del contesto bancario nazionale degli ultimi anni, sottolineando le<strong> sfide poste dalle nuove tecnologie e l’effetto che potrebbe avere il fenomeno Fintech</strong> sui tradizionali modelli di attività bancaria specie sulle donne, sia come clienti che come dipendenti delle banche.</p> <p><strong>Donatella Sciuto</strong> ha osservato come lo <strong>sviluppo di nuovi servizi digitali</strong> nel settore bancario corrisponda alle <strong>caratteristiche dei cd millenials</strong> e <strong>favorisca l’inclusione finanziaria delle donne</strong> che sono<strong> più risparmiatrici e più fidelizzabili</strong>, sottolineando al contempo la necessità che – come per tutti i prodotti con componente tecnologica - le donne siano adeguatamente coinvolte nella definizione dei prodotti fin dalla fase della loro progettazione. Sul punto ha ricordato che la <strong>mancanza di donne nei team di realizzazione</strong> progettuale delle innovazioni tecnologiche risente non solo della <strong>mentalità maschilista diffusa nella Silicon Valley</strong> (come testimoniata dalla vicenda di <a href="https://www.nytimes.com/2017/08/07/business/google-women-engineer-fired-memo.html">Google dell’estate 2017</a>) ma anche della <strong>minore presenza di donne</strong> nell’ambito delle <strong>materie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/STEM">STEM</a></strong> in ambito universitario, specie in Italia: le donne laureate in materie STEM sono infatti il 25% contro il 37% della Germania e in ambito informatico solo il 14%.  Ha chiuso ricordando che <strong>il mondo STEM apre tantissime opportunità alle donne</strong> e che campi quali l’analisi dei dati, l’intelligenza artificiale possono largamente beneficiare del contributo di professionalità femminili che possono sviluppare prodotti per le stesse donne. </p> <p><strong>Marilisa D’Amico</strong> ha ricordato <strong>l’importanza</strong> delle <strong>associazioni di donne come ADBI</strong> nel mondo del lavoro e delle professioni ed il loro<strong> ruolo positivo nel promuoverne la crescita professionale</strong> e nello sviluppo delle azioni positive. Ha sottolineato come azioni positive come la <strong>fissazione di quote di genere nelle società</strong> quotate hanno avuto il merito di <strong>ampliare e diversificare le professionalità</strong> esistenti ma che occorre lavorare per evitare effetti negativi come la concentrazione e la cannibalizzazione degli incarichi ed evitare nuovi stereotipi. Il fenomeno Fintech rappresenta sicuramente un’opportunità ma va anche adeguatamente presidiato per <strong>evitare che possa determinare anche delle nuove occasioni di marginalizzazione delle donne</strong>.</p> <p><strong>Lucia Tajoli</strong> ha sottolineato il legame tra differenziale retributivo, lavoro e formazione e <strong>l’importanza del sistema educativo nel promuovere lo studio delle materie STEM</strong> da parte delle ragazze che costituisce il primo passo per far loro acquisire nuove competenze e professionalità ad elevato valore aggiunto e potenziale retributivo richieste nel mondo tecnologico e Fintech.   </p> <p><strong>Benedetta Lucini Arese</strong>, ha osservato che nel mondo Fintech le <strong>donne CEO</strong> sono presenti in<strong> misura abbastanza significativa</strong> (circa il 20% rispetto alla media del 10%) probabilmente per effetto delle minori barriere all’entrata di un settore nuovo rispetto a settori più consolidati e alle maggiori possibilità di creare delle proprie startup. Attraverso la <strong>lavorazione dei flussi di dati e la predisposizione di appositi algoritmi e piattaforme informatiche, Fintech</strong> permette di raggiungere segmenti di mercato ed utenti considerati poco appetibili dal settore bancario tradizionale quali giovani o soggetti a basso reddito o reddito variabile per offrire loro servizi personalizzati in base alle caratteristiche ed <strong>esigenze e relative opportunità finanziarie</strong> (risparmio, investimento o finanziamento) che sarebbero loro altrimenti precluse. Da un lato, infatti, la tecnologia permette di aggregare masse di dati relativi a tanti soggetti, dall’altro di costruire prodotti sempre più personali e di creare interazioni dialoganti tra piattaforme diverse, con effetti positivi anche sul grado di educazione finanziaria.</p> <p>Ad esempio, <strong>l’app <a href="https://www.ovalmoney.com/it/">Oval Money</a> raccoglie e monitora i dati relativi alle spese</strong> dei suoi aderenti e permette loro di raccogliere in un borsellino elettronico i <strong>resti delle spese sostenute per destinarle a prodotti adeguati</strong> offerti da altri soggetti specializzati; in questo modo anche chi guadagna meno di mille euro può accumulare senza sforzo delle cifre spendibili e si è anche visto che<strong> aumenta la capacità di risparmio</strong>. </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/donne-e-fintech-quali-opportunità-convegno-del-12-dicembre-a-milano.aspx2018-01-02T00:00:00ADBI incontra le donne UIFhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-incontra-donne-uif.aspx<p><strong>Venerdì 19 gennaio</strong> ADBI terrà un<strong> incontro con le donne di UIF</strong> (l'Unità di Informazione finanziaria della Banca d'Italia).</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2018/01/adbi-incontra-donne-uif.aspx2018-01-02T00:00:00Combattere gli stereotipi di genere è possibile agendo sulle nuove generazionihttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/combattere-gli-stereotipi-di-genere-è-possibile-agendo-sulle-nuove-generazioni.aspx<p>In occasione del Natale il tema degli stereotipi di genere è più attuale che mai. Da una ricerca pubblicata da Toluna, una compagnia di ricerche di mercato, risulta infatti evidente <strong>come il Gender gap sia determinante anche nella scelta dei regali natalizi per i più piccoli. Abbattere gli stereotipi di genere è possibile</strong>, ma <strong>bisogna partire dalle generazioni future</strong> anche se gli adulti tendono a replicare gli stereotipi nella scelta dei giocattoli: infatti ben<strong> il 49% dei genitori intervistati ha ammesso di preferire bambole e trucchi per le bambine e giochi di società e pistole per i bambini.</strong></p> <p>Nonostante i dati della ricerca di mercato confermino quanto ancora gli stereotipi di genere siano vivi nella società odierna, non mancano le iniziative di più largo respiro che mirano ad eliminarli.</p> <p><strong>FS Italiane</strong> e<a href="http://www.betshecan.com/" title="Bet_she_can"> Bet She Can</a> <strong>hanno dato il via</strong> a <a href="https://www.fsitaliane.it/content/fsitaliane/it/media/comunicati-stampa-e-news/2017/11/29/wim-in-viaggio-con-l-altra-meta-del-cielo.html" title="in-viaggio-con-l'altra-metà-del-cielo">WIM in viaggio con l’altra metà del cielo </a>progetto che mira a mostrare alle bambine di età compresa tra gli 8 e i 12 anni tutti i mezzi necessari per comprendere e sviluppare il proprio potenziale. Grazie ad esso <strong>le bambine delle scuole elementari potranno viaggiare attraverso le regioni d’Italia e conoscere le materie STEM</strong> (Science, Technology, Engineering and Mathematics) in cui da anni le donne sono meno presenti; l’obiettivo è cercare <strong>di intraprendere una scelta professionale senza essere influenzati dai preconcetti di genere.</strong></p> <p><strong>  </strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/combattere-gli-stereotipi-di-genere-è-possibile-agendo-sulle-nuove-generazioni.aspx2017-12-27T00:00:00Attività Settembre-Dicembre 2017http://www.adbi-online.it//cosafacciamo/attivita/2017/12/attività.aspx<p>Ecco un elenco di tutte le nostre attività svolte in quest'ultimo anno:</p> <table border="0" class="table-elenco" style="width: 100%;"> <tbody> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266374/2.jpg" width="80" height="" src="/media/266374/2.jpg" alt="Accolta proposta ADBI per estendere il servizio di assistenza ragazzi presso il Centro sportivo"/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/08/accolta-la-proposta-adbi-assistenza-ragazzi-presso-il-centro-sportivo.aspx" title="Accolta proposta ADBI per estendere il servizio di assistenza ragazzi presso il Centro sportivo">Accolta proposta ADBI per estendere il servizio di assistenza ragazzi presso il Centro sportivo</a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266375/3.jpg" width="80" height="" src="/media/266375/3.jpg" alt="Visita a Palazzo Koch: un'occasione di networking e collaborazione per ADBI "/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/09/adbi-promuove-la-visita-a-palazzo-koch.aspx">Visita a Palazzo Koch: un'occasione di networking e collaborazione per ADBI </a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266376/4.jpg" width="80" height="" src="/media/266376/4.jpg" alt="Silvia Tassarotti presenta in Banca d'Italia 'I talenti delle donne'"/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx">Silvia Tassarotti presenta in Banca d'Italia 'I talenti delle donne'</a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266377/5.jpg" width="80" height="" src="/media/266377/5.jpg" alt="La Banca accoglie la proposta di ADBI sul linguaggio di genere "/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/10/la-banca-accoglie-la-proposta-di-adbi-sul-linguaggio-di-genere.aspx">La Banca accoglie la proposta di ADBI sul linguaggio di genere </a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266378/6.jpg" width="80" height="" src="/media/266378/6.jpg" alt="Incontro con Anna Maria Pia Fredella"/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx">Incontro con Anna Maria Pia Fredella</a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266379/7.jpg" width="80" height="" src="/media/266379/7.jpg" alt="Welfare: una leva strategica per la gestione del personale "/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/10/welfare-una-leva-strategica-per-la-gestione-del-personale.aspx">Welfare: una leva strategica per la gestione del personale </a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266380/8.jpg" width="80" height="" src="/media/266380/8.jpg" alt="Convegno sulla Violenza di genere, come prevenirla. Strumenti legislativi e culturali"/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/11/conferenza-violenza-di-genere-come-prevenirla-strumenti-legislativi-e-culturali.aspx">Convegno sulla Violenza di genere, come prevenirla. Strumenti legislativi e culturali </a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266381/9.jpg" width="80" height="" src="/media/266381/9.jpg" alt="Donne e Fintech: quali opportunità? "/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/12/donne-e-fintech-quali-opportunita.aspx">Donne e Fintech: quali opportunità? </a></td> </tr> <tr> <td width="90" style="vertical-align: top;"><img src="/media/266373/10.jpg" width="80" height="" src="/media/266373/10.jpg" alt="ADBI festeggia il Decennale dell'Associazione"/></td> <td style="vertical-align: top;"><a href="/newseventi/2017/12/decennale-adbi-15-dicembre-2017.aspx">ADBI festeggia il Decennale dell'Associazione</a></td> </tr> </tbody> </table>ADBIhttp://www.adbi-online.it//cosafacciamo/attivita/2017/12/attività.aspx2017-12-21T00:00:00ADBI compie 10 annihttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/10-anni-delladbi.aspx<p>Il <strong>15 dicembre abbiamo festeggiato a Villa Huffer il decennale della nostra associazione</strong> con una bella torta, un brindisi e l’augurio – anche da parte del Governatore - di una felice prosecuzione delle nostre attività. È stato un evento emozionante, grazie alla partecipazione delle socie, della Vice Direttrice Generale Valeria Sannucci, del Segretario generale Corrado Baldinelli, di molte esponenti delle diverse Associazioni sorelle (Associazione Donne Diplomatiche, Associazione Donne Consob, Associazione Donne Giuriste Italia, PWN Rome, NoiD Telecom) e del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri che abbiamo invitato per condividere tutte insieme questo importante traguardo. Al prossimo decennale!!</p> <p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/l6bKtEe4gj0?rel=0&amp;showinfo=0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen="" width="450" height="253" frameborder="0"></iframe></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/10-anni-delladbi.aspx2017-12-20T00:00:0010 anni dell'ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/12/10-anni-dell-adbi.aspx<p><strong>Adbi è nata nel 2007</strong> per l’iniziativa di un gruppo di colleghe che pensavano fosse opportuno costituire anche in Banca un’associazione di donne - indipendente da connotazioni politiche, sindacali e religiose – che avesse l’obiettivo di <strong>valorizzare il ruolo e il contributo professionale delle donne che lavorano in Banca perché solo un’associazione di donne avrebbe potuto meglio contribuire in modo diretto ed efficace</strong> al cambiamento culturale necessario per superare le diverse differenze di genere esistenti in Banca.</p> <p><strong>Virginia Giglio - Presidente ADBI 2017</strong><br /><strong>Indirizzo di benvenuto al brindisi per i 10 anni di ADBI, Roma 15 dicembre 2017</strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/12/10-anni-dell-adbi.aspx2017-12-20T00:00:00Decennale dell'ADBIhttp://www.adbi-online.it//gallery/2017/12/decennale-dell-adbi.aspx<p>Il <strong>15 dicembre abbiamo festeggiato a Villa Huffer il decennale della nostra associazione</strong> con una bella torta, un brindisi e l’augurio – anche da parte del Governatore - di una felice prosecuzione delle nostre attività. È stato un evento emozionante, grazie alla partecipazione delle socie, della Vice Direttrice Generale Valeria Sannucci, del Segretario generale Corrado Baldinelli, di molte esponenti delle diverse Associazioni sorelle (Associazione Donne Diplomatiche, Associazione Donne Consob, Associazione Donne Giuriste Italia, PWN Rome, NoiD Telecom) e del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri che abbiamo invitato per condividere tutte insieme questo importante traguardo. Al prossimo decennale!!</p> <p><a href="/video/decennale_adbi.mp4" class="frame-link"><img src="/media/259995/video_decennale_ADBI.jpg" src="/media/259995/video_decennale_ADBI.jpg" alt="Decennale ADBI"/><br /></a></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//gallery/2017/12/decennale-dell-adbi.aspx2017-12-17T00:00:00Convegno sulla violenza di genere del 24 novembre 2017http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/convegno-violenza-di-genere-24-novembre-2017.aspx<p>Il <strong>24 novembre 2017</strong> in occasione della giornata contro la violenza sulle donne abbiamo organizzato un <strong>convegno con l’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI)</strong> e il patrocinio della <strong>CPO di Banca d’Italia e dell’Ordine degli Avvocati di Roma</strong>.</p> <p>Al seminario sono intervenute nell’ordine: <strong>Roberta Giuliani, Vice Presidente ADBI</strong>, <strong>Maddalena Del Re, Presidente ADGI, Angelica Adessi, Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Roma e Responsabile del Progetto Donna, Claudia Terracina, PM presso il Tribunale di Roma, Elisabetta Pierazzi, GIP presso il Tribunale di Roma, Maria Cristina Cerrato Avvocato e rappresentante dell’Associazione Differenza Donna, Roberta Zizza, membro della CPO Banca d’Italia.</strong></p> <p>Nell’incontro si è ricordato il <strong>percorso sin qui fatto per accrescere gli strumenti normativi e culturali per contrastare il fenomeno</strong> che in Italia è esteso e si manifesta   <strong>dall’insulto via web alla violenza fisica culminante talvolta in femminicidio</strong>. <br /><br />Dalla ricerca dell’<a href="http://www.voxdiritti.it" title="Osservatorio Italiano Vox link a sito"><strong>osservatorio italiano di Vox</strong></a> emerge che <strong>su Twitter - come social più attivo - un miliardo di tweet (su due mld. complessivi) è costituito da insulti a sfondo sessista</strong>; inoltre <strong>nel 2017 si sono verificati 4 mila episodi di vittime di violenza, 630 di stalking, 150 femminicidi, il 70% di quest’ultimi ad opera di partner o ex partner</strong>.</p> <p>Un importante ruolo di contrasto è svolto dalle <strong>associazioni delle donne e dai Centri antiviolenza che combattono la violenza nelle sedi non istituzionali;</strong> dal legislatore che adegua le norme; dalla società civile attraverso il <strong>mondo dello sport, dello spettacolo e della scuola</strong>. Le iniziative possono essere sviluppate sia nell’ambito della <strong>prevenzione attraverso la crescita professionale e culturale delle donne e l’organizzazione di network di ascolto</strong> sia successivamente<strong> aiutando le vittime</strong> della violenza.</p> <p><strong>Il quadro giuridico offre</strong> già molte misure di tutela ma può essere ampliato. In particolare, <strong>l’art. 612 bis CP</strong> punisce gli atti persecutori, il cosiddetto stalking introdotto nel 2009. Il reato è perseguibile a querela di parte ma la remissione della querela può essere solo processuale.  Fino a quando  non è proposta  querela  per il reato di cui <strong>all'articolo  612 bis  CP, l’art. 8 del  DL 11/2009</strong> prevede che la  persona  offesa possa esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza che può avanzare al  questore una  richiesta di  ammonimento. La Polizia può quindi fare indagini, sentire i testimoni e poi in esito ammonire l’autore; successivamente all’ammonimento del questore, in caso di reiterazione è previsto il procedimento d’ufficio. Si tratta di uno strumento flessibile ma poco diffuso e poco incisivo perché le misure cautelari non sono automatiche.</p> <p><strong>La legge 172/2012</strong> (che ha ratificato la <strong>Convenzione di <a href="#Lanzarote">Lanzarote [1] </a> </strong>) ha modificato <strong>l’art. 572 CPP</strong> estendendo l’applicazione della fattispecie dei maltrattamenti non solo alla famiglia ma anche ai casi di convivenza ed è intervenuto sul tema delle misure di prevenzione personali e di gratuito patrocinio da parte dello Stato. Già la Giurisprudenza di merito e di legittimità aveva<strong> allargato il campo di operatività della norma penale, ma con la legge del 2012 vi è stato una importante conferma nel diritto positivo.</strong></p> <p><strong>L’art. 3 del DL 93/2013</strong> prevede che le misure di prevenzione per condotte di violenza domestica siano applicate anche senza richiesta della vittima. Ciò consente di modificare l’approccio culturale; in caso di violenza domestica è previsto l’arresto in flagranza con convalida del giudice, con il risultato non solo di <strong>ovviare alla mancata denuncia della vittima, ma anche di superare una eventuale riluttanza a intervenire da parte delle forze dell’ordine</strong>, che potrebbero tendere ad ascrivere le violenze a “conflitti coniugali”. Le misure cautelari prevedono l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento del persecutore;  a volte la misura è risolutiva perché la vittima prende coscienza di sé; <strong>le misure che svolgono una funzione preventiva sono da stimolare perché possono produrre una condotta riparatoria</strong>.</p> <p>La riforma approvata <strong>nel 1996 (legge 15 febbraio 1996, n. 66)</strong> che ha modificato il reato di <strong>violenza sessuale da delitto contro la morale a contro la persona</strong> ha posto al centro della<strong> tutela penale la vittima</strong>. Le successive diverse modifiche intervenute per recepire le Convenzioni di Lanzarote ed <a href="#Istanbul">Istanbul [2]</a> hanno consentito e ulteriormente rafforzato la responsabilizzazione della vittima.</p> <p>Non va poi dimenticato che<strong> la difficoltà delle vittime ad uscire dalla relazione patologica incide sull’accertamento del reato,</strong> rendendo anche necessario svolgere indagini specifiche da parte della polizia giudiziaria, che infatti oggi può fare ricerche telematiche in ospedale su denunce precedenti.  Tra gli aspetti passibili di miglioramento vi è l<strong>’attuale mancanza di una specifica banca dati - che rende difficile identificare l’autore di violenze che invece è seriale e non ha interesse a relazionarsi diversamente</strong> - e un <strong>risarcimento economico per le vittime</strong>.</p> <p>In sintesi, <strong>occorre superare l’idea del legislatore che inquadra le donne come soggetti deboli (al pari dei fanciulli)</strong>, erroneo da un punto di vista culturale perché occorre raggiungere dignità e autonomia. La donna non è un soggetto debole, è una vittima. L’uso della violenza la vuole debole, ed è usata proprio per creare e riaffermare rapporti di forza.  A questo proposito è stato sottolineato il<strong> legame psicologico che c’è tra vittima e carnefice</strong>. La vittima della violenza di genere soffre in modo particolare perché ha instaurato una relazione con l’autore, frequentemente vive in solitudine, senza assistenza di reti familiari o sociali, <strong>finisce per attribuirsi la responsabilità della violenza, o magari la sminuisce, vivendo uno stato di soggezione che la fa sentire responsabile del maltrattamento.</strong></p> <p><strong>Denunciare può diventare pericoloso perché può innescare un’escalation di violenza</strong> se alla denuncia non segue tutela adeguata sotto forma di sorveglianza speciale e divieto di risiedere. Occorre inoltre una formazione specifica sulla violenza di genere, per evitare di ricondurla a un conflitto coniugale quando invece la violenza è esercizio di potere.</p> <p>È importante su questo tema fare conoscenza, intesa come accrescere la consapevolezza, e fare prevenzione ma anche come guida all’azione. Per agire sulle giovani generazioni occorre partire dall’ambito familiare e occorrono anche interventi di sistema, mediante azioni educative nelle scuole, in termini di prevenzione e di difesa ma anche nella promozione di rapporti basati sul rispetto reciproco e sulla parità tra i generi. I mezzi di comunicazione hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere un’immagine egualitaria e non stereotipata delle donne e degli uomini nella società. A questo proposito è stato ricordato che, <strong>durante la Presidenza di Anna Maria Tarantola, nel 2013 la RAI fu il primo mezzo di servizio pubblico in Europa ad assumere una policy di genere</strong> che si è tradotta in una forte attenzione verso una corretta rappresentazione della figura femminile (per es. nelle fiction) e nella ricerca di un maggiore equilibrio di genere nella politica interna dell’azienda e nella programmazione (conduttori, ospiti, esperti, concorrenti).</p> <p>Un secondo aspetto da evidenziare è <strong>l’importanza delle statistiche sulla violenza di genere.</strong> Nello specifico, in virtù della convenzione con il <strong>Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Istat ha condotto due indagini ad hoc “sulla sicurezza delle donne” (nel 2006 e nel 2014) interamente dedicate al fenomeno della violenza – fisica, sessuale e psicologica</strong> - subita dalle donne dentro e fuori le mura domestiche. Sono stati analizzati i principali indicatori del fenomeno, tra cui i tassi di <strong>vittimizzazione delle donne in relazione ai diversi tipi di violenza, all'autore della violenza e ad alcune caratteristiche socio-demografiche</strong>, come cittadinanza, età e area geografica di residenza delle <a href="#donne">donne [3].</a></p> <p>È altrettanto importante <strong>condurre studi che analizzino l’evoluzione delle relazioni sociali tra uomini e donne, l’impatto degli stereotipi e dell’immagine della donna nella società</strong> (a scuola, nel mondo del lavoro, in famiglia), il nesso tra partecipazione al mercato del lavoro e violenza. Sulla base dei risultati di queste ricerche si possono disegnare politiche efficaci a supporto della partecipazione femminile al mercato del lavoro secondo sempre un approccio “di sistema”: non solo le tradizionali politiche attive e passive del lavoro, ma anche politiche per la mobilità e abitative, per la cura dei bambini e degli anziani, andando così a rimuovere ogni possibile ostacolo alla partecipazione delle donne alla vita economica.</p> <div><br /><hr /> <div> <p><a name="Lanzarote" href="#Lanzarote">[1]</a> Convenzione del Consiglio d'Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote).</p> </div> <div> <p><a name="Istanbul" href="#Istanbul">[2]</a> La Convenzione di Istanbul è una convenzione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_d%27Europa" title="Consiglio d'Europa"> Consiglio d'Europa </a> contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa nel 2011. Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l'impunità dei colpevoli. La Convenzione è stata ratificata in Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77.</p> </div> <div> <p><a name="donne" href="#donne">[3] </a> Cfr. l’ <a href="https://www.istat.it/it/files/2017/09/Audizione-ISTAT-femminicidio-27-settembre-2017.pdf?title=Femminicidio+e+violenza+di+genere+-+28/set/2017+-+Audizione+ISTAT+femminicidio+27+settembre+2017.pdf">Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva (PDF).</a></p> </div> </div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/convegno-violenza-di-genere-24-novembre-2017.aspx2017-12-11T00:00:00Donne e Fintech: quali opportunità? http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/donne-e-fintech-quali-opportunita.aspx<p>In occasione del suo<strong> decennale ADBI </strong>vi invita al convegno <strong><em>Donne e Fintech: quali</em> opportunità? </strong>che si terrà il <strong>12 dicembre dalle 15:00</strong> nella sede della <strong>B</strong><strong>anca d'Italia </strong>di <strong>Milano. </strong></p> <p class="testoGrande testoEvidenza">Interverranno:</p> <p><strong>Giuseppe Sopranzetti</strong><br /><strong>Anna Maria Tarantola</strong><br /><strong>Marilisa D’Amico</strong> - Università degli Studi di Milano<br /><strong>Benedetta Lucini Arese</strong> -  Oval Money<br /><strong>Donatella Sciuto</strong> - Politecnico di Milano<br /> <strong>Lucia Tajoli</strong> - Politecnico di Milano<br /><strong>Giorgia La Sala</strong> - Moderatrice<br /> </p> <p>In allegato la locandina dell'evento.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/donne-e-fintech-quali-opportunita.aspx2017-12-11T00:00:00ADBI vi invita al Decennale dell'Associazionehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/decennale-adbi-15-dicembre-2017.aspx<p>Il 15 dicembre <strong>ADBI </strong>festeggia il suo <strong>Decennale</strong> invitando <strong>socie, simpatizzanti, Associazioni amiche</strong> e chiunque voglia <strong>saperne di più delle attività dell'Associazione.</strong></p> <p>L'evento si terrà a <strong>Villa Huffer e sarà aperto a tutti.</strong></p> <p>In allegato l'invito.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/decennale-adbi-15-dicembre-2017.aspx2017-12-11T00:00:00La Casa Internazionale delle Donne di Roma chiude?http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/la-casa-internazionale-delle-donne-di-roma-chiude.aspx<p>La <a href="http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home">Casa Internazionale delle Donne di Via della Lungara in Roma</a> esiste da più di trent’anni ed ha offerto alla collettività servizi sociali e culturali, promuovendo azioni di accrescimento delle capacità delle donne. <strong>La Casa è oggi a rischio di sfratto</strong> da parte del Comune che ha chiesto il pagamento immediato di una somma molto elevata.</p> <p><strong>ADBI auspica che si trovi rapidamente una soluzione che consenta alla Casa di continuare a svolgere le sue preziose attività</strong>. Nel frattempo, ricorda a quante volessero sostenere economicamente la Casa che è possibile versare il proprio contributo utilizzando i riferimenti contenuti  <a href="http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home">qui</a>. </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/la-casa-internazionale-delle-donne-di-roma-chiude.aspx2017-12-07T00:00:00