ADBI - Associazione delle Donne della Banca d'Italia www.adbi-online.it http://www.adbi-online.it/ Convegno sulla violenza di genere del 24 novembre 2017http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/convegno-violenza-di-genere-24-novembre-2017.aspx<p>Il <strong>24 novembre 2017</strong> in occasione della giornata contro la violenza sulle donne abbiamo organizzato un <strong>convegno con l’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI)</strong> e il patrocinio della <strong>CPO di Banca d’Italia e dell’Ordine degli Avvocati di Roma</strong>.</p> <p>Al seminario sono intervenute nell’ordine: <strong>Roberta Giuliani, Vice Presidente ADBI</strong>, <strong>Maddalena Del Re, Presidente ADGI, Angelica Adessi, Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Roma e Responsabile del Progetto Donna, Claudia Terracina, PM presso il Tribunale di Roma, Elisabetta Pierazzi, GIP presso il Tribunale di Roma, Maria Cristina Cerrato Avvocato e rappresentante dell’Associazione Differenza Donna, Roberta Zizza, membro della CPO Banca d’Italia.</strong></p> <p>Nell’incontro si è ricordato il <strong>percorso sin qui fatto per accrescere gli strumenti normativi e culturali per contrastare il fenomeno</strong> che in Italia è esteso e si manifesta   <strong>dall’insulto via web alla violenza fisica culminante talvolta in femminicidio</strong>. <br /><br />Dalla ricerca dell’<a href="http://www.voxdiritti.it" title="Osservatorio Italiano Vox link a sito"><strong>osservatorio italiano di Vox</strong></a> emerge che <strong>su Twitter - come social più attivo - un miliardo di tweet (su due mld. complessivi) è costituito da insulti a sfondo sessista</strong>; inoltre <strong>nel 2017 si sono verificati 4 mila episodi di vittime di violenza, 630 di stalking, 150 femminicidi, il 70% di quest’ultimi ad opera di partner o ex partner</strong>.</p> <p>Un importante ruolo di contrasto è svolto dalle <strong>associazioni delle donne e dai Centri antiviolenza che combattono la violenza nelle sedi non istituzionali;</strong> dal legislatore che adegua le norme; dalla società civile attraverso il <strong>mondo dello sport, dello spettacolo e della scuola</strong>. Le iniziative possono essere sviluppate sia nell’ambito della <strong>prevenzione attraverso la crescita professionale e culturale delle donne e l’organizzazione di network di ascolto</strong> sia successivamente<strong> aiutando le vittime</strong> della violenza.</p> <p><strong>Il quadro giuridico offre</strong> già molte misure di tutela ma può essere ampliato. In particolare, <strong>l’art. 612 bis CP</strong> punisce gli atti persecutori, il cosiddetto stalking introdotto nel 2009. Il reato è perseguibile a querela di parte ma la remissione della querela può essere solo processuale.  Fino a quando  non è proposta  querela  per il reato di cui <strong>all'articolo  612 bis  CP, l’art. 8 del  DL 11/2009</strong> prevede che la  persona  offesa possa esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza che può avanzare al  questore una  richiesta di  ammonimento. La Polizia può quindi fare indagini, sentire i testimoni e poi in esito ammonire l’autore; successivamente all’ammonimento del questore, in caso di reiterazione è previsto il procedimento d’ufficio. Si tratta di uno strumento flessibile ma poco diffuso e poco incisivo perché le misure cautelari non sono automatiche.</p> <p><strong>La legge 172/2012</strong> (che ha ratificato la <strong>Convenzione di <a href="#Lanzarote">Lanzarote [1] </a> </strong>) ha modificato <strong>l’art. 572 CPP</strong> estendendo l’applicazione della fattispecie dei maltrattamenti non solo alla famiglia ma anche ai casi di convivenza ed è intervenuto sul tema delle misure di prevenzione personali e di gratuito patrocinio da parte dello Stato. Già la Giurisprudenza di merito e di legittimità aveva<strong> allargato il campo di operatività della norma penale, ma con la legge del 2012 vi è stato una importante conferma nel diritto positivo.</strong></p> <p><strong>L’art. 3 del DL 93/2013</strong> prevede che le misure di prevenzione per condotte di violenza domestica siano applicate anche senza richiesta della vittima. Ciò consente di modificare l’approccio culturale; in caso di violenza domestica è previsto l’arresto in flagranza con convalida del giudice, con il risultato non solo di <strong>ovviare alla mancata denuncia della vittima, ma anche di superare una eventuale riluttanza a intervenire da parte delle forze dell’ordine</strong>, che potrebbero tendere ad ascrivere le violenze a “conflitti coniugali”. Le misure cautelari prevedono l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento del persecutore;  a volte la misura è risolutiva perché la vittima prende coscienza di sé; <strong>le misure che svolgono una funzione preventiva sono da stimolare perché possono produrre una condotta riparatoria</strong>.</p> <p>La riforma approvata <strong>nel 1996 (legge 15 febbraio 1996, n. 66)</strong> che ha modificato il reato di <strong>violenza sessuale da delitto contro la morale a contro la persona</strong> ha posto al centro della<strong> tutela penale la vittima</strong>. Le successive diverse modifiche intervenute per recepire le Convenzioni di Lanzarote ed <a href="#Istanbul">Istanbul [2]</a> hanno consentito e ulteriormente rafforzato la responsabilizzazione della vittima.</p> <p>Non va poi dimenticato che<strong> la difficoltà delle vittime ad uscire dalla relazione patologica incide sull’accertamento del reato,</strong> rendendo anche necessario svolgere indagini specifiche da parte della polizia giudiziaria, che infatti oggi può fare ricerche telematiche in ospedale su denunce precedenti.  Tra gli aspetti passibili di miglioramento vi è l<strong>’attuale mancanza di una specifica banca dati - che rende difficile identificare l’autore di violenze che invece è seriale e non ha interesse a relazionarsi diversamente</strong> - e un <strong>risarcimento economico per le vittime</strong>.</p> <p>In sintesi, <strong>occorre superare l’idea del legislatore che inquadra le donne come soggetti deboli (al pari dei fanciulli)</strong>, erroneo da un punto di vista culturale perché occorre raggiungere dignità e autonomia. La donna non è un soggetto debole, è una vittima. L’uso della violenza la vuole debole, ed è usata proprio per creare e riaffermare rapporti di forza.  A questo proposito è stato sottolineato il<strong> legame psicologico che c’è tra vittima e carnefice</strong>. La vittima della violenza di genere soffre in modo particolare perché ha instaurato una relazione con l’autore, frequentemente vive in solitudine, senza assistenza di reti familiari o sociali, <strong>finisce per attribuirsi la responsabilità della violenza, o magari la sminuisce, vivendo uno stato di soggezione che la fa sentire responsabile del maltrattamento.</strong></p> <p><strong>Denunciare può diventare pericoloso perché può innescare un’escalation di violenza</strong> se alla denuncia non segue tutela adeguata sotto forma di sorveglianza speciale e divieto di risiedere. Occorre inoltre una formazione specifica sulla violenza di genere, per evitare di ricondurla a un conflitto coniugale quando invece la violenza è esercizio di potere.</p> <p>È importante su questo tema fare conoscenza, intesa come accrescere la consapevolezza, e fare prevenzione ma anche come guida all’azione. Per agire sulle giovani generazioni occorre partire dall’ambito familiare e occorrono anche interventi di sistema, mediante azioni educative nelle scuole, in termini di prevenzione e di difesa ma anche nella promozione di rapporti basati sul rispetto reciproco e sulla parità tra i generi. I mezzi di comunicazione hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere un’immagine egualitaria e non stereotipata delle donne e degli uomini nella società. A questo proposito è stato ricordato che, <strong>durante la Presidenza di Anna Maria Tarantola, nel 2013 la RAI fu il primo mezzo di servizio pubblico in Europa ad assumere una policy di genere</strong> che si è tradotta in una forte attenzione verso una corretta rappresentazione della figura femminile (per es. nelle fiction) e nella ricerca di un maggiore equilibrio di genere nella politica interna dell’azienda e nella programmazione (conduttori, ospiti, esperti, concorrenti).</p> <p>Un secondo aspetto da evidenziare è <strong>l’importanza delle statistiche sulla violenza di genere.</strong> Nello specifico, in virtù della convenzione con il <strong>Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Istat ha condotto due indagini ad hoc “sulla sicurezza delle donne” (nel 2006 e nel 2014) interamente dedicate al fenomeno della violenza – fisica, sessuale e psicologica</strong> - subita dalle donne dentro e fuori le mura domestiche. Sono stati analizzati i principali indicatori del fenomeno, tra cui i tassi di <strong>vittimizzazione delle donne in relazione ai diversi tipi di violenza, all'autore della violenza e ad alcune caratteristiche socio-demografiche</strong>, come cittadinanza, età e area geografica di residenza delle <a href="#donne">donne [3].</a></p> <p>È altrettanto importante <strong>condurre studi che analizzino l’evoluzione delle relazioni sociali tra uomini e donne, l’impatto degli stereotipi e dell’immagine della donna nella società</strong> (a scuola, nel mondo del lavoro, in famiglia), il nesso tra partecipazione al mercato del lavoro e violenza. Sulla base dei risultati di queste ricerche si possono disegnare politiche efficaci a supporto della partecipazione femminile al mercato del lavoro secondo sempre un approccio “di sistema”: non solo le tradizionali politiche attive e passive del lavoro, ma anche politiche per la mobilità e abitative, per la cura dei bambini e degli anziani, andando così a rimuovere ogni possibile ostacolo alla partecipazione delle donne alla vita economica.</p> <div><br /><hr /> <div> <p><a name="Lanzarote" href="#Lanzarote">[1]</a> Convenzione del Consiglio d'Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote).</p> </div> <div> <p><a name="Istanbul" href="#Istanbul">[2]</a> La Convenzione di Istanbul è una convenzione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_d%27Europa" title="Consiglio d'Europa"> Consiglio d'Europa </a> contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa nel 2011. Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l'impunità dei colpevoli. La Convenzione è stata ratificata in Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77.</p> </div> <div> <p><a name="donne" href="#donne">[3] </a> Cfr. l’ <a href="https://www.istat.it/it/files/2017/09/Audizione-ISTAT-femminicidio-27-settembre-2017.pdf?title=Femminicidio+e+violenza+di+genere+-+28/set/2017+-+Audizione+ISTAT+femminicidio+27+settembre+2017.pdf">Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva (PDF).</a></p> </div> </div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/convegno-violenza-di-genere-24-novembre-2017.aspx2017-12-11T00:00:00Donne e Fintech: quali opportunità? http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/donne-e-fintech-quali-opportunita.aspx<p>In occasione del suo<strong> decennale ADBI </strong>vi invita al convegno <strong><em>Donne e Fintech: quali</em> opportunità? </strong>che si terrà il <strong>12 dicembre dalle 15:00</strong> nella sede della <strong>B</strong><strong>anca d'Italia </strong>di <strong>Milano. </strong></p> <p class="testoGrande testoEvidenza">Interverranno:</p> <p><strong>Giuseppe Sopranzetti</strong><br /><strong>Anna Maria Tarantola</strong><br /><strong>Marilisa D’Amico</strong> - Università degli Studi di Milano<br /><strong>Benedetta Lucini Arese</strong> -  Oval Money<br /><strong>Donatella Sciuto</strong> - Politecnico di Milano<br /> <strong>Lucia Tajoli</strong> - Politecnico di Milano<br /><strong>Giorgia La Sala</strong> - Moderatrice<br /> </p> <p>In allegato la locandina dell'evento.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/donne-e-fintech-quali-opportunita.aspx2017-12-11T00:00:00La Casa Internazionale delle Donne di Roma chiude?http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/la-casa-internazionale-delle-donne-di-roma-chiude.aspx<p>La <a href="http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home">Casa Internazionale delle Donne di Via della Lungara in Roma</a> esiste da più di trent’anni ed ha offerto alla collettività servizi sociali e culturali, promuovendo azioni di accrescimento delle capacità delle donne. <strong>La Casa è oggi a rischio di sfratto</strong> da parte del Comune che ha chiesto il pagamento immediato di una somma molto elevata.</p> <p><strong>ADBI auspica che si trovi rapidamente una soluzione che consenta alla Casa di continuare a svolgere le sue preziose attività</strong>. Nel frattempo, ricorda a quante volessero sostenere economicamente la Casa che è possibile versare il proprio contributo utilizzando i riferimenti contenuti  <a href="http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home">qui</a>. </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/12/la-casa-internazionale-delle-donne-di-roma-chiude.aspx2017-12-07T00:00:00CONSIGLIO DIRETTIVO DEL 20 NOVEMBRE 2017http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/11/2017-11-20-adbi-cd.aspx<p>Presenti: Bucalossi, Giglio, Giuliani, Nuccetelli, Passaniti, Rampazzi. </p> <p style="text-align: center;"><strong> Ordine del giorno:</strong></p> <ol> <li>Convegno congiunto con ADGI sulla prevenzione della violenza di genere</li> <li>Iniziative per il decennale</li> <li>Questionario per le socie</li> <li>Iniziativa navette e ludoteca</li> <li>Allargamento base sociale</li> <li>AOB : iniziativa di solidarietà verso una collega oggetto di critiche sessiste</li> </ol>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/11/2017-11-20-adbi-cd.aspx2017-11-23T00:00:00Attacchi alle donne: un caso a noi vicinohttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/11/attacchi-alle-donne-–-un-caso-a-noi-vicino.aspx<p>Abbiamo letto con sconcerto un recente articolo di basso costume su una testata on-line che irride le competenze e le qualità professionali di una nostra collega, pubblicandone anche una foto - sicuramente non  autorizzata -  senza alcun rispetto della sua privacy. <br />L’articolo riporta considerazioni e giudizi sommari non pertinenti all’informazione ed è solo un  pretesto per colpire e delegittimare – attraverso una donna che lavora in Vigilanza - l’operato della Banca d’Italia e della funzione di Vigilanza sulle banche.<br />Tuttavia, resta il fatto che una donna, che non è un personaggio pubblico, è colpita proprio perché donna e quindi per il suo colore dei capelli, perché “si impegna contro la violenza sulle donne” (sic!), assimilandola in questo nelle critiche rivolte ad un’altra donna, Ministra, per renderne esponenziale la delegittimazione.<br /><strong>ADBI esprime solidarietà e stima alla collega offesa nella dignità personale e professionale</strong>, e sottolinea le deprecabili modalità con cui le donne sono spesso trattate, anche quando sono oggetto di speculazioni sui media.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/11/attacchi-alle-donne-–-un-caso-a-noi-vicino.aspx2017-11-22T00:00:00Violenza di genere, come prevenirla. Strumenti legislativi e culturali http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/11/conferenza-violenza-di-genere-come-prevenirla-strumenti-legislativi-e-culturali.aspx<p>Il 24 Novembre presso la Sala Conferenze di Via Piacenza 6 si terrà la conferenza <strong>"Violenza di genere, come prevenirla. Strumenti legislativi e culturali."</strong></p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p>Interverranno:</p> <p>Roberta Giuliani – Vice Presidente ADBI</p> <p>Claudia Terracina, PM c/o Tribunale di Roma</p> <p>Elisabetta Pierazzi, GIP c/o Tribunale di Roma</p> <p>Maria Cristina Cerrato – Differenza Donna</p> <p>Roberta Zizza – CPO Banca d’Italia</p> <p>Moderatrice Maddalena Del Re – Presidente ADGI, sez. Roma</p> <p>Saluti di Angelica Addessi – Consigliera Ordine Avvocati Roma – Resp. Progetto Donna</p> <p>La locandina dell'evento è scaricabile in allegato.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/11/conferenza-violenza-di-genere-come-prevenirla-strumenti-legislativi-e-culturali.aspx2017-11-13T00:00:00Consiglio direttivo del 30 Ottobre 2017http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/11/2017-10-30-adbi-cd.aspx<p>Presenti: Bucalossi, Giglio, Giuliani.</p> <p style="text-align: center;"> </p> <p style="text-align: center;"><strong>Ordine del giorno:</strong> <br /> </p> <p style="text-align: left;">1. Iniziative per decennale </p> <p style="text-align: left;">2. Questionario per le socie</p> <p style="text-align: left;">3. Iniziativa navette e ludoteca </p> <p style="text-align: left;">4. Convegno congiunto con ADGI sulla prevenzione della violenza di genere</p> <p style="text-align: left;">5. Allargamento base sociale</p> <p style="text-align: left;">6. Mentoring </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/11/2017-10-30-adbi-cd.aspx2017-11-02T00:00:00Smart working: ne parla l’amministratrice delegata della Microsoft Italiahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/smart-working-ne-parla-l’amministratrice-delegata-della-microsoft-italia.aspx<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>Dal mese di settembre 2017, l’amministratrice delegata della Microsoft Italia è Silvia Candiani</strong>,</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> con una lunga esperienza in Vodafone, McKinsey e San Paolo Imi. La manager è da tempo impegnata nel </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">sostenere la leadership al femminile nelle imprese</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> italiane. Ha contribuito alla </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">creazione dell’associazione ValoreD</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">, la prima associazione di imprese che promuove la diversità, il talento delle donne per la crescita delle aziende e del Paese. </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Attualmente è la capo di un’azienda che basa l’organizzazione dei dipendenti sullo </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">smart working</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> e crede fermamente che questo nuovo tipo di flessibilità sul lavoro possa permettere alle donne, ma anche agli uomini, di </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">conciliare lavoro e vita privata</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. Lo smart working ben si lega allo sviluppo delle nuove tecnologie e ai risultati di studi </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">che dimostrano </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>che l’aumento della produttività cresce con il livello di soddisfazione dei dipendenti</strong>.</span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Il rischio potrebbe essere quello di favorire l’ascesa alle posizioni più alte da parte degli uomini che restano in azienda </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>ma l’obiettivo dello smart working non è quello di favorire gli squilibri di genere, anzi</strong>. </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Silvia Candiani ci suggerisce una parola chiave molto importante: </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">organizzazione</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. Bisogna definire gli obiettivi da raggiungere e soprattutto </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">cambiare la concezione che si ha del lavoro: non più basata sulle ore ma sulla qualità</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. Inoltre, secondo la manager, il lavoro fluido deve necessariamente essere bilanciato da una presenza in ufficio che permetta di stabilire gli obiettivi dell’azienda e aggiornare il programma da svolgere con i nuovi obiettivi. </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Per i più scettici dello </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">smart working</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">, Silvia Candiani cita due concetti importanti che vanno di pari passo: </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>fiducia e risultati</strong></span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. I capi devono dare fiducia ai dipendenti, prestando attenzione non alle ore lavorative ma alla </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">qualità e alla quantità dei risultati</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>.</strong> </span></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/smart-working-ne-parla-l’amministratrice-delegata-della-microsoft-italia.aspx2017-10-25T00:00:00Welfare: una leva strategica per la gestione del personalehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/welfare-una-leva-strategica-per-la-gestione-del-personale.aspx<p>Il <strong>25 ottobre</strong> scorso siamo state invitate a partecipare al<strong> workshop organizzato dalla Banca con la collaborazione di FB</strong> (Finance&amp;Banking, Associazione per lo sviluppo organizzativo e delle risorse umane) <strong>sul tema del Welfare</strong>.</p> <p>In apertura <strong>Alberto Martiello ha illustrato il percorso di ammodernamento che la Banca persegue</strong> sull’argomento: da <strong>un sistema di welfare</strong> (che è stato un punto di forza e di avanguardia sin dagli anni ’60) basato su una impostazione top-down, con un’offerta rigida di servizi ai dipendenti, ad un sistema di <strong>flexible benefits</strong> che si prefigge di soddisfare una gamma di servizi più ampia, a parità di costi,<strong> che ponga le persone al centro delle proprie scelte</strong>, nell’ambito di un plafond annuale di benefit e l’utilizzo di apposite piattaforme informatiche.</p> <p>Il cambiamento si pone in una logica evolutiva del benessere organizzativo aziendale, considerato come strategico nel Piano di azione vigente, in un’ottica di prosecuzione del percorso di ammodernamento dei sistemi gestionali, già intrapreso con le <strong>modifiche all’orario di lavoro, la riforma delle carriere e il passaggio ad un sistema basato su obiettivi, alla valorizzazione delle diversità, alla tutela della salute e dell’ambiente.</strong></p> <p>Sono seguiti interessanti contributi forniti da esponenti appartenenti al mondo delle banche, delle imprese, della PA e dell’università.</p> <p><strong>Maria Angela Albertotti di UBI Banca ha illustrato il progetto UBI Welfare, che ruota sui concetti di Attraction/Retention, Motivazione/appartenenza, Corporate Social e Clima e relazioni interpersonali</strong>. UBI fornisce consulenza anche alle imprese clienti, considerando le ricadute in termini di responsabilità sociale sul territorio (soprattutto per sanità, previdenza e assistenza a fronte di una popolazione che invecchia).</p> <p><strong>Alfio Filosomi, di Intesa San Paolo, ha fornito il punto di vista della contrattazione sindacale in argomento</strong>. Un quarto dei numerosi accordi stipulati negli ultimi anni nel settore bancario ha riguardato innovazioni in materia di welfare, considerando un circolo virtuoso che, partendo da una maggiore inclusione del personale, persegue obiettivi di redditività che si ridistribuiscono sul personale (il premio di produttività è stato spostato sul welfare).</p> <p><strong>Laura Bruno, di SANOFI</strong> (industria farmaceutica)<strong>, ha illustrato le politiche di employer branding e i progetti di welfare aziendale</strong>. L’attenzione alla persona si basa su incontri specifici per la genitorialità, servizi di orientamento e ascolto (rivolti al personale e ai familiari, ad es. ai figli per la scelta degli studi o orientamento al lavoro), la convenzione con una società che fornisce supporto per l’assistenza a genitori anziani. <strong>L’obiettivo di creare valore condiviso si basa sulla responsabilità sociale e quindi su progetti di volontariato che, nell’arricchire le persone, rafforza i soft skills e il team building</strong>. Lo smart working si basa sull’evoluzione dei manager da controllori a motivatori. Il premio di partecipazione nella Sanofi è stato in parte destinato al piano individuale di welfare aziendale che molti hanno deciso di dedicare all’istruzione o alle spese sanitarie di familiari.</p> <p><strong>Graziano Dragoni, direttore generale del Politecnico di Milano, ha fornito il contributo del mondo universitario che offre servizi ai propri dipendenti</strong>, ma soprattutto <strong>a docenti e studenti, in una logica di competitività internazionale</strong>. Nel portale welfare di ateneo, nell’ambito di un borsellino virtuale, i dipendenti possono scegliere tra diversi servizi (sanitari, formazione, assistenza ai familiari).</p> <p>È seguita una tavola rotonda, moderata da Roberto Quinale di BNL BNP Paribas.</p> <p><strong>Francesca Gagliarducci</strong> della Presidenza del Consiglio dei Ministri, <strong>ha illustrato</strong> il punto di vista della PA le cui politiche di cambiamento in corso si articolano su<strong> tre fronti</strong>: 1) la <strong>valorizzazione del cambiamento dell’organizzazione del lavoro</strong>, ponendo dei <strong>target obiettivo</strong> per il 2018 per il lavoro flessibile per conseguire i benefici in termini di<strong> aumento della produttività</strong> (+20%) e, <strong>risparmi in termini di spazio e spese di gestione</strong> (tra il 20 e il 30%); 2) la <strong>creazione di reti territoriali</strong> che possano mettere in comune risorse ed esperienze; 3) la <strong>disseminazione della conoscenza che riesca a superare la resistenza al cambiamento</strong>. In particolare, la valutazione delle performance dei dirigenti (che costituisce il presupposto per la continuazione del relativo contratto) è stata legata al raggiungimento di obiettivi percentuali di smart working (pari al 10% del personale, dirigenti compresi, entro tre anni), in presenza di personale di età media elevata (57,5 aa), abituato al presidio fisico.</p> <p><strong>Elena Panzera di SAS ha rappresentato la situazione del diverso mondo dell’industria tecnologica</strong>, con l<strong>’obiettivo di fornire servizi a</strong> diversi stakeholders: non solo <strong>dipendenti</strong> (mediamente più giovani) e loro familiari, ma anche <strong>clienti e loro familiari, partners, giovani universitari e studenti</strong> (alternanza scuola lavoro, programma di mentorship). <strong>Il welfare è basato sullo spazio</strong> (azienda aperta e smart working), <strong>tempo a valore aggiunto</strong> (nido e materna, maggiordomo aziendale, orario mensile a prestazioni giornaliere variabili); <strong>beni e servizi</strong> (analisi di clima numerosi workshop); giusto mix tra regole e privacy; <strong>monitoraggio dei risultati</strong> (con KPI di successo, aumento di fiducia e di investimenti per il futuro).</p> <p><strong>Giuseppe Corni di BPER ha illustrato il portale del “Progetto Welfare”</strong> (Awards 2017 come “Miglior Integrazione Iniziative Aziendali”) che rappresenta <strong>un efficace strumento di comunicazione tra l'azienda e i lavoratori</strong>. Nell’ambito di un portafoglio integrato, ogni dipendente sceglie tra vecchi e nuovi servizi, selezionati sulla base di sondaggi di opinione. Un piano di comunicazione efficace deve basarsi non soltanto sulla rilevazioni con indagini e focus group dei bisogni, ma anche sulla percezione e la consapevolezza dei servizi erogati.</p> <p> </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/welfare-una-leva-strategica-per-la-gestione-del-personale.aspx2017-10-25T00:00:00Ciao Alessandra!http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/ciao,-alessandra!.aspx<div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Ricorderemo sempre il tuo bellissimo sorriso e il  tuo sguardo profondo. </span></span></span></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Le tue amiche di ADBI - </span><span style="color: #1f497d;">Ottobre 2017</span></span></span></div> <div></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Alessandra Meneguolo – Sede di Milano </span></span></span></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span> </span></span></div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/ciao,-alessandra!.aspx2017-10-23T00:00:00Donne e ICT: un grande potenziale economico da raccontarehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/donne-e-ict-un-grande-potenziale-economico-da-raccontare.aspx<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>Informare e parlare di donne nel settore ICT sembra essere ancora un terreno fertile per gli stereotipi di genere</strong>.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> Solo il 30% dei 7 milioni di persone impiegate </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">nel mondo ICT è, infatti, rappresentato da donne e <strong>la </strong></span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">percentuale di donne nelle posizioni di vertice è davvero esigua</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> Questo dato però è in netto contrasto con i dati aggiornati del settore ICT: ogni anno si aprono più di 120 000 nuove posizioni di lavoro. Un’informazione corretta contribuirebbe in modo positivo alla crescita occupazionale delle donne nel settore, favorendo l’economia in generale: uno studio condotto dall’Unione Europea nel 2013, infatti, afferma che </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">in seguito </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">ad un maggiore ingresso delle donne nel settore ICT il PIL europeo annualmente beneficerebbe di circa 9 miliardi in più.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Uno dei</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> tasselli indispensabili</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">per raggiugere questo traguardo </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">è</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> l’informazione corretta</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">e</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> l’abbattimento dei pregiudizi di genere.</strong> </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>Presentare profili ICT come più “adatti agli uomini” è fuorviante. Un cambio di passo occorre soprattutto nell’informazione a causa del numero esiguo di donne laureate (oggi solo 29 su 100 donne laureate hanno una laurea correlata</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">e di queste solo 4 sono impiegate </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>nel settore</strong>). </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Uno dei pilastri del Mercato Unico </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Digitale è la e-society dove le persone possono gestire le proprie vite online con buone infrastrutture e buone abilità. Per incentivare le donne nel settore Tech occorre supportale in tre ambiti: istruzione, imprenditorialità, ricerca e innovazione.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> L’informazione corretta sul mondo ICT</strong> <strong>deve </strong></span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">dunque, non rappresentare un fattore demotivante per le donne, ma</span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> stimolare il loro percorso in un settore che necessita di figure specializzate, a prescindere dal sesso.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Fonti: </span></p> <p><a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/women-ict"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Women in digital </span></a></p> <p> </p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/donne-e-ict-un-grande-potenziale-economico-da-raccontare.aspx2017-10-23T00:00:00L’uguaglianza è progresso e la disparità di genere è un ostacolohttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/l’uguaglianza-è-progresso-e-la-disparità-di-genere-è-un-ostacolo.aspx<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Si è tenuto Venerdì 29 Settembre, presso il Cinema Apollo a Ferrara, l’incontro del Festival di Internazionale, condotto da Catherine Andrè, vicedirettrice di VoxEurop e collaboratrice di Alternatives Economiques. Cinque personalità femminili affermate hanno presentato </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">la situazione attuale sulla disparità di genere e gli effetti positivi della sua riduzione sull’andamento dell’economia</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">All’incontro hanno partecipato Linda Laura Sabbadini, statistica sociale in collegamento da Roma, Chiara Saraceno, sociologa e scrittrice e Giulia Zacchia, della Commissione di Genere della Società italiana degli economisti, sotto la moderazione di Roberta Carlino, di Internazionale</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La disparità di genere è misurata ogni anno dal World Economic Forum, perché si è consapevoli di quanto</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> la parità tra i sessi</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">sia</span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> sinonimo di maggiore competitività e prosperità dal punto di vista economico, oltre che sociale</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>.</strong> Nell’ultimo periodo c’è stata una riduzione del gap che si deve però collegare al crollo dell’occupazione maschile, ha affermato Linda Laura Sabbadini. La statistica ha poi continuato affermando come il Gender Pay Gap debba essere aggiornato anche con i rapporti economici tra le donne e nel divario tra Nord e Sud. </span></p> <p><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">L’uguaglianza e la parità sono considerate elementi indispensabili per il progresso non solo da un punto di vista sociale ma anche economico</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>:</strong> Giulia Zacchia, riportando lo studio condotto dall’European Institute Geneder Equality (EIGE) ha affermato come </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">la crescita economica femminile possa generare un aumento del 10% del PIL pro-capite entro il 2050</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>.</strong> Zacchia ha continuato citando l’eccellenza svedese: un modello di welfare che prevede la condivisione nel lavoro domestico non retribuito tra i generi. Dal 1995 la percentuale di donne impiegate in un lavoro full time è aumentato, portando come conseguenza il coinvolgimento dell’uomo nella vita familiare. </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Secondo il Gender Equality Index 2017 l’Italia sta facendo dei passi avanti ma con un “ritmo da lumaca”</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">, solo un uomo su tre si dedica ai lavori casalinghi cosa che invece non avviene nel modello nordico appena citato. </span></p> <p><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La parità di genere diventa dunque una sfida da vincere e un bisogno della società da soddisfare per combattere la crisi economica e diminuire il tasso di violenza sulle donne</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>che secondo la sociologa Chiara Saraceno aumenta in condizione di disparità di genere.</strong> </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Fonte: <a href="http://eige.europa.eu/news-and-events/news/gender-equality-index-2017-progress-snails-pace">Gender Equality Index 2017</a></span><a href="http://eige.europa.eu/news-and-events/news/gender-equality-index-2017-progress-snails-pace"></a></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/l’uguaglianza-è-progresso-e-la-disparità-di-genere-è-un-ostacolo.aspx2017-10-18T00:00:00Consiglio Direttivo del 13 Ottobre 2017http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/10/consiglio-direttivo-del-13-ottobre-2017.aspx<p>Presenti: Bucalossi, Giglio, Giuliani, Nuccetelli, Passaniti, Rampazzi e Appignanesi. </p> <p style="text-align: center;"><strong>Ordine del giorno:</strong></p> <ol> <li>Resoconto dell’incontro di ADBI con la Responsabile della Funzione Diversity e iniziative conseguenti</li> <li>Iniziative per decennale presso la rete periferica</li> <li>Questionario per le socie</li> <li>Allargamento base sociale</li> <li>Consolidamento base economica</li> <li>Proposta convegno congiunto con ADGI sulla prevenzione della violenza di genere</li> </ol>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/10/consiglio-direttivo-del-13-ottobre-2017.aspx2017-10-18T00:00:00Manifesto di Venezia: un’informazione corretta per combattere la violenza di generehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/manifesto-venezia-informazione-corretta-per-combattere-violenza-di-genere.aspx<p>Sarà presentato il 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il “Manifesto di Venezia”, secondo il quale, la corretta informazione è un’arma efficace per prevenire e contrastare la violenza.</p> <p>Secondo la Convenzione di Istanbul <strong>la violenza di genere è una violazione dei diritti umani</strong> tra le più diffuse al mondo <strong>e come tale deve essere contrastata</strong>, anche con l’informazione. La Commissione per pari opportunità della <strong>Fnsi</strong>, a questo proposito, insieme alla <strong>Cpo Usigrai</strong>, <strong>GIULia Giornaliste</strong>, su proposta del <strong>Sindacato Giornalisti Veneto</strong>, ha varato il <strong><a href="http://www.fnsi.it/varato-il-manifesto-di-venezia-per-una-corretta-informazione-contro-la-violenza-sulle-donne" title="Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne">Manifesto</a> </strong>nel quale giornaliste e giornalisti affermano <strong>“ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche”</strong>. L’idea nasce dunque dalla consapevolezza che la realtà deve essere rappresentata senza pregiudizi e stereotipi per generare un aumento della conoscenza, elemento indispensabile per il cambiamento profondo della società e del suo modo di pensare. Bisogna riequilibrare quei rapporti così “sbilanciati” tra i sessi, perché l’uguaglianza è un passo importante nella lotta contro la violenza.</p> <p><strong>L’art.17 della Convenzione di Istanbul</strong> afferma l’importanza dell’elemento culturale nella prevenzione. Seguendo questa linea, l’informazione non deve trasmettere descrizioni morbose che violano le norme deontologiche, cadendo in un sensazionalismo fine a se stesso e all’aumento dello share. <strong>Quello della violenza sulle donne è un argomento che non deve essere usato per fini “commerciali”, ma per denunciare e informare con lo scopo di prevenire e proteggere. Il linguaggio appropriato e declinato al femminile per i ruoli ricoperti dalle donne, la messa in luce di tutti i casi di violenza, anche quelli lasciati in penombra</strong>, come nei confronti di prostitute e transessuali, la <strong>par condicio di genere nei talk show sono solo alcuni dei punti ritenuti prioritari dal manifesto</strong>.</p> <p><strong>I firmatari s’impegnano al raggiungimento di una reale parità tra i sessi</strong>, anche su carta, dicendo no alla distinzione tra violenze di serie A e quelle di serie B. L’<strong>obiettivo è quello di evitare che la cronaca si trasformi in abuso</strong>. <strong>Ai lettori</strong>, infatti, <strong>si deve trasmettere un’informazione senza vizi, che non sia propaganda di pregiudizi</strong>, ma descrizione reale dell’accaduto. Nei racconti di cronaca non dovranno mancare le storie positive, indispensabili per dare forza e per <strong>esortare le donne a denunciare un problema che può e deve essere risolto</strong>. Ai firmatari del Manifesto potranno aggiungersi le giornaliste e i giornalisti che credono nell’iniziativa: è stata infatti lanciata una campagna di sensibilizzazione e raccolta di firme. <br /><br />Per aderire basta inviare una mail a <a href="mailto:cpo.fnsi@gmail.com" title="mail to: cpo.fnsi@gmail.com">cpo.fnsi@gmail.com</a>.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/manifesto-venezia-informazione-corretta-per-combattere-violenza-di-genere.aspx2017-10-16T00:00:00Incontro con Anna Maria Pia Fredellahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx<p><strong>Il 3 ottobre abbiamo incontrato Anna Fredella </strong>che da giugno scorso ricopre l’incarico di <strong>Gestore delle diversità in Banca</strong>.</p> <p>È stato un incontro molto cordiale in cui abbiamo <strong>condiviso le attività svolte finora da ADBI</strong> e discusso sulle <strong>possibili iniziative future</strong> da avviare in collaborazione.</p> <p>Abbiamo presentato l’ADBI ed i suoi obiettivi e illustrato le numerose <strong>azioni intraprese dal Libro Bianco del 2010</strong> fino alle <strong>attività svolte nell’ultimo anno</strong>: l’analisi sul linguaggio di genere utilizzato nelle vacancy, i seminari su argomenti specifici (la <a href="/newseventi/2017/03/8-marzo-sciopero-globale-delle-donne.aspx" title="8 marzo sciopero globale delle donne">violenza sulle donne</a>, le <a href="/newseventi/2017/03/il-linguaggio-non-e-neutro-e-fa-la-differenza.aspx" title="Il linguaggio non e neutro e fa la differenza">linee guida approvate dal MAE sul linguaggio di genere</a>, l’<a href="/newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx" title="Talenti delle donne - tassarotti">incontro con la coach Tassarotti</a>), il prossimo avvio del programma di cross-mentoring, nonché i <strong>rapporti con le analoghe associazioni di altre istituzioni (CONSOB, MAE), aziende (Telecom), professioni (PWN, ADGI)</strong> e <strong>con quelle istituzionali (Presidenza del Consiglio) o con altri soggetti (Pari o dispare, Valore D).</strong></p> <p>Con molta disponibilità, la<strong> dr.a Fredella ha presentato le diverse iniziative avviate dalla Banca</strong> <strong>per rimuovere gli ostacoli fisici e culturali</strong> che possono impedire il corretto sviluppo dei dipendenti e <strong>realizzare una politica aziendale inclusiva</strong> che non disperda il patrimonio di risorse umane. <br /><br />In particolare, Anna Fredella si è soffermata su: la neo costituita <strong>task force all’interno del Servizio RIU</strong> nel cui team di lavoro sono rappresentate tutte le competenze che fanno capo alle diverse leve gestionali per <strong>elaborare una strategia di inclusione</strong>; le prossime iniziative formative per la compagine più anziana, oltre che per i nuovi arrivati; il <strong>programma di disponibilità all’ascolto di tutti i dipendenti</strong> <strong>che vivono situazioni di disagio</strong> connesse a eventuali <strong>discriminazioni di genere, di orientamento sessuale, di disabilità fisiche</strong>, etc., anche attraverso l’utilizzo del social network aziendale Yammer.</p> <p>Abbiamo pertanto illustrato le <strong>iniziative che stiamo preparando per festeggiare il nostro decennale (a Roma, Milano, Napoli)</strong>, l’attenzione che stiamo riponendo nell’allargamento della nostra base sociale convinte che la partecipazione sempre più numerosa in termini di risorse e di rappresentatività possa contribuire a creare le condizioni per una maggiore presenza delle donne anche nei gradi apicali. Abbiamo sottolineato l’<strong>importanza del cambiamento culturale e del contributo che ADBI può dare</strong> per rendere le nuove generazioni di colleghe più consapevoli della necessità di un <strong>percorso lavorativo meno impervio per le donne</strong>.  Abbiamo inoltre manifestato l’intenzione di definire un <strong>“decalogo” delle condotte inclusive</strong>.</p> <p>Infine, abbiamo rappresentato le nostre <strong>preoccupazioni circa i nuovi istituti introdotti con la recente riforma delle carriere</strong>. In particolare, gli effetti degli incarichi sulla retribuzione e le modalità di valutazione delle caratteristiche per la ricerca di posizioni manageriali da coprire tramite vacancy comportano che <strong>le donne, già oggi meno rappresentate in Banca in numero e nelle posizioni manageriali, possano in prospettiva accedere sempre meno a posizioni di vertice</strong>. A questo riguardo, Anna Fredella si è dichiarata disponibile a mettere a disposizione le informazioni statistiche di cui dispone il Servizio RIU per analizzare i fenomeni che le verranno rappresentati.</p> <p>Con l’auspicio di una leale e fattiva collaborazione che si potrà sviluppare in futuro tra noi, ci siamo lasciate con l’impegno di incontrarci con regolarità.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx2017-10-13T00:00:00“Si può fare". Il messaggio di Silvia Tassarottihttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/si-puo-fare-il-messaggio-di-silvia-tassarotti.aspx<p><strong>Le attività per</strong><strong> il </strong><strong>decennale dell’ADBI proseguono</strong>. Il <strong>27 settembre</strong> ADBI ha invitato la coach <strong>Silvia Tassarotti</strong>, che ha presentato il suo ultimo<strong> <a href="/newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx" title="Talenti delle donne - tassarotti">libro “I talenti delle donne”.</a></strong></p> <p class="yiv4395022415msonormal"><strong>“Si può fare”</strong>: questo è il <strong>messaggio che l’autrice ha rivolto alla platea</strong> (50 persone in sala e oltre una ventina collegate in remoto, dal CDM e dalle postazioni di lavoro). Nella presentazione sono stati ripresi i contenuti del libro: un <strong>manuale di auto analisi per le donne</strong> che, per essere protagoniste consapevoli del loro percorso lavorativo, devono acquisire coscienza dei propri punti di forza e dei propri punti di debolezza.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">Silvia Tassarotti <strong>invita le donne a impegnarsi per promuovere la parità sul lavoro</strong>, per lavorare in modo diverso, per valorizzare il proprio personalissimo contributo di lavoro e di talento.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">L’economia ha bisogno di questo contributo, ma non è, ci ricorda, una questione solamente economica – <strong>i destini del mondo dipendono dalla nostra capacità di ribaltare le pericolose logiche di sfida e contrapposizione</strong> che dominano lo scenario internazionale.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">A fronte di questi pericoli, <strong>il libro è un prontuario basato sull’esperienza dell’autrice come coach,</strong> nel quale si riportano alcune situazioni lavorative e si propongono le strategie migliori per affrontarle, esortando, in particolare con gli esercizi proposti, a sviluppare un comportamento assertivo e a prendere consapevolezza del proprio valore.</p> <p class="yiv4395022415msonormal"><a href="/area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx" title="Women Talents - Silvia Tassarotti"><strong>Il libro non pretende di offrire una soluzione rapida</strong></a> ai problemi che le donne ancora incontrano nel mondo del lavoro, ma elenca alcuni fronti su cui ognuna può fare grandi progressi. Un esempio?<strong> Porre un limite a comportamenti che portano le donne a farsi carico di tutti i problemi</strong>, quello che Silvia Tassarotti definisce “<strong>sindrome di Wendy</strong>”, che cerca in ogni modo di salvare Peter Pan, che non vuole essere salvato.</p> <p><img width="200" height="267" src="/media/253945/silvia_tassarotti_200x267.jpg" alt="Silvia Tassarotti" style="float: right;"/></p> <p class="yiv4395022415msonormal">Un altro esempio: <strong>coltivare le relazioni,</strong> <strong>sviluppare un network strategico di relazioni virtuose</strong>, su cui fare affidamento, per consigli, sostegno, assistenza pratica – <strong>imparare a chiedere, oltre che a dare</strong>. Anche per questo, Silvia Tassarotti è tra le fondatrici del settore romano di <a href="https://www.pwnglobal.net" title="Professional Women Network - PWN"></a><strong><a href="https://www.pwnglobal.net/events/499-pwn-rome-women-s-talents.html" title="PWN Rome Evento Women's Talent">PWN (Professional Women Network).</a></strong></p> <p class="yiv4395022415msonormal"><span>In sintesi, l’analisi di Silvia Tassarotti tende a <strong>instillare fiducia in ogni donna facendo perno sulle sue potenzialità</strong>, ben sapendo che occorre intraprendere un cammino lungo per individuare una sintesi tra le diverse anime – anche talvolta in conflitto – che ciascuna ha in sé. </span></p> <p><strong><br /><br /></strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/si-puo-fare-il-messaggio-di-silvia-tassarotti.aspx2017-10-10T00:00:00Women's Talents - Silvia Tassarotti http://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx<p><strong>Il 27 settembre</strong> ADBI ha invitato la coach <strong>Silvia Tassarotti</strong>, che<strong> ha presentato il suo ultimo libro “I talenti delle donne”. </strong></p> <p><strong>il libro è un prontuario basato sull’esperienza dell’autrice come coach,</strong> nel quale si riportano alcune situazioni lavorative e si propongono le strategie migliori per affrontarle, esortando, in particolare con gli esercizi proposti, a sviluppare un comportamento assertivo e a prendere consapevolezza del proprio valore.</p> <p>Ecco la presentazione cha ha accompagnato e il suo intervento.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx2017-10-10T00:00:00Lavoro o famiglia? L'Italia penultima in classifica fra i paesi UE28http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/lavoro-o-famiglia-italia-penultima-in-classifica-fra-i-paesi-ue28.aspx<p>Nel mercato del lavoro le donne italiane arretrano. A dirlo è l’analisi della <strong><a href="http://www.istat.it/it/files/2017/10/CS_Occupati_e_disoccupati_AGOSTO_2017.pdf?title=Occupati+e+disoccupati+(mensili)+-+02%2Fott%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf">situazione occupazionale in Italia pubblicata dall’Istat</a></strong> il 2 ottobre scorso.</p> <p>Se da una parte le donne fanno registrare un <strong>aumento del numero totale di occupati</strong> (+ 0,5% ad agosto 2017), dall’altra si contano <strong>27.000 domande di licenziamento</strong> <strong>presentate dalle donne nel 2016</strong>, il 40% di queste <strong>motivate dalla difficoltà di conciliare il lavoro con la vita familiare.</strong> Un dato che fa slittare l’Italia alla penultima posizione nella <strong><a href="http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Employment_statistics/it">graduatoria dei paesi UE28</a> </strong>per quota di donne occupate con un <strong>divario di 13,2 punti</strong> rispetto alla media europea.</p> <p>Motivazioni particolarmente sentite dalle donne nelle fasce d’età 26-35 anni e 36-45. Le cause principali sono la <strong>carenza di istituti di supporto alle famiglie</strong> – quali nidi, asili, luoghi ricreativi – e il sacrificio economico troppo alto per sopperirvi, aggravato spesso dall’impossibilità di ottenere orari di lavoro conciliabili con i doveri familiari.</p> <p>Dai dati Istat di agosto 2017 emerge che la percentuale di donne che continua a lavorare varia molto: tra le donne che vivono da sole l'81,1% rimane occupata, il 70,8% delle donne in coppia ma senza figli mantiene il proprio lavoro, mentre solo il 56,4% delle madri prosegue la carriera.</p> <p>Il divario aumenta se si analizza il dato a livello territoriale, dove rimangono <strong>profonde differenze tra Nord e Sud</strong> spesso determinate dal<strong> livello di istruzione, l’unico fattore realmente decisivo</strong> a garantire la ripresa dell’attività lavorativa dopo la nascita dei figli. L’elevato titolo di studio sembra infatti rappresentare un incentivo a proseguire la propria carriera indipendentemente dal ruolo in famiglia e dal livello di assistenza disponibile, parentale o istituzionale.</p> <p>Tuttavia, anche i risultati del <strong><a href="http://www.oecd.org/edu/skills-beyond-school/EAG2017CN-Italy-Italian.pdf">livello di istruzione in Italia</a> </strong>sono preoccupanti per quanto riguarda il divario di genere: oltre a registrare un numero di laureati molto inferiore rispetto agli altri paesi (non solo Europei), in Italia <strong>le lauree nei settori scientifici sono quasi esclusivamente conseguite da uomini</strong>, escludendo così la maggior parte delle donne dai settori trainanti dell’economia attuale (ICT, Ingegneria, Industria manifatturiera, Costruzioni).</p> <p>L’intervento dell’UE sembra più che mai indispensabile. Lo scorso luglio Estonia, Bulgaria e Austria, Paesi di turno alla Presidenza del Consiglio dell’UE, hanno presentato un <strong>programma a tutela della parità di genere</strong> contenente sia le priorità e le azioni da perseguire, sia le iniziative concrete che verranno portate avanti in quest’ambito.</p> <p>La direzione del programma <strong><a href="https://www.eu2017.ee/sites/default/files/inline-files/EU2017EE%20Trio%20Presidency%20Declaration%20on%20Equality%20Between%20Women%20and%20Men.pdf">Trio Presidency Declaration On Equality Between Women And Men</a></strong> è affidato all’High-level group on gender mainstreaming, un gruppo informale composto dai responsabili per il gender mainstreaming e presieduto dalla Commissione Europea, riunito due volte l’anno.</p> <p>Tra i focus del programma vi è la <strong>battaglia contro gli stereotipi di genere</strong>, ancora causa principale della segregazione di genere nell’educazione come nel lavoro, nella leadership politica ed economica.</p> <p> </p> <p>Fonti: Istat, OECD, IPSOA, European Parliament</p> <div> <div> <p> </p> </div> </div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/lavoro-o-famiglia-italia-penultima-in-classifica-fra-i-paesi-ue28.aspx2017-10-09T00:00:00La Banca accoglie la proposta di ADBI sul linguaggio di genere http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/la-banca-accoglie-la-proposta-di-adbi-sul-linguaggio-di-genere.aspx<p><strong>Buone notizie! – ADBI</strong> raccoglie un altro successo in favore del benessere organizzativo e della cultura aziendale, vedendo accolta la propria proposta di <strong>adottare un linguaggio inclusivo e motivante nella comunicazione interna ed esterna della Banca.</strong></p> <p>Nell’ambito delle <a href="http://www.adbi-online.it/newseventi/2017/03/il-linguaggio-non-e-neutro-e-fa-la-differenza.aspx">attività intraprese sui temi del linguaggio</a>, in settembre <a href="file:///C:/Users/l.demartino/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/XNDJEWM1/Link%20to%20news%20Proposta%20Linguaggio">l’Associazione ha sollecitato la Banca</a> ad adottare opportune indicazioni in materia di linguaggio di genere in linea con le buone <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/normativa-e-documentazione/dossier/pari-opportunita-nella-pa">prassi grammaticali già adottate da altre amministrazioni o in via di adozione</a>. In particolare l’invito riguarda la declinazione del genere nelle qualifiche professionali dei percorsi di carriera e nelle posizioni organizzative rivestite dalle donne.</p> <p>Rispondendo alla sollecitazione, la responsabile della <strong>Funzione Diversity, Anna Fredella,</strong> ha illustrato le attività avviate dalla Banca in questo campo che comprendono gli indirizzi da dare ai comportamenti organizzativi, anche attraverso la formazione comportamentale e manageriale, e l’adozione di una <strong>comunicazione neutrale sotto il profilo del genere.</strong></p> <p>Per quanto riguarda la redazione dei testi normativi, <strong>la Banca ha considerato</strong> – anche sotto il profilo dei costi di attuazione - alcune<strong> linee di condotta alternative:</strong><br /><br /></p> <p>•  <strong>Far emergere il genere mancante nel testo</strong> (soluzione che, però, avrebbe appesantito i testi ponendosi in contraddizione con l’obiettivo della semplificazione);</p> <p>•  <strong>Oscurare i generi,</strong> utilizzando perifrasi che ne escludano il riferimento (tecnica efficace se adottata in fase iniziale di scrittura di un testo, ma costosa in fase successiva);</p> <p>•  <strong>Adottare il “maschile inclusivo”</strong> inserendo sul frontespizio del provvedimento normativo una frase tipo: …i termini relativi a persone che compaiono solo al maschile si riferiscono indistintamente a generi femminile e maschile. Formulazioni più rispettose dell’identità di genere non sono state adottate solo per non compromettere la fruibilità del testo”. </p> <p>Secondo quanto comunicato dalla<strong> Funzione Diversity</strong>, tali<strong> linee di condotta sono già state utilizzate in via sperimentale</strong> e nel prossimo futuro verranno date indicazioni all’interno della Banca affinché se ne tenga conto nei testi normativi.</p> <p>Riguardo alla nostra sollecitazione ad impiegare il genere femminile nel declinare ruoli e funzioni, la Funzione Diversity ha sottolineato che<strong> con la Riforma delle carriere e la redazione del Regolamento del Personale</strong> si è scelto di <strong>mantenere al maschile la denominazione dei nuovi segmenti professionali</strong> nel presupposto che i segmenti, in quanto tali, non sono né uomini né donne. Tuttavia, nei provvedimenti e nelle comunicazioni, il <strong>Servizio RIU</strong> si è assunto l’impegno a <strong>usare la denominazione declinata secondo il genere</strong>, tanto per i vecchi gradi che per i nuovi segmenti. Inoltre, nei prossimi mesi <strong>partirà un’iniziativa sulla “scrittura professionale”</strong> nel cui ambito saranno individuate delle linee di indirizzo adottabili da tutti nella redazione di documenti.</p> <p>Le iniziative anticipate sembrano un <strong>segnale di consapevolezza, dei passi importanti verso l’inclusione, il riconoscimento professionale delle donne e la valorizzazione del loro contributo in Banca.</strong></p> <p><strong>ADBI conferma il suo impegno</strong> nella convinzione che un’azione sinergica assicuri maggiori possibilità di successo per il raggiungimento dell’obiettivo di <strong>valorizzare il ruolo delle colleghe all’interno della Banca.</strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/la-banca-accoglie-la-proposta-di-adbi-sul-linguaggio-di-genere.aspx2017-10-04T00:00:00“Insegnate il coraggio alle bambine, non la perfezione” – Reshma Sujani a TEDhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/insegnate-il-coraggio-alle-bambine-non-la-perfezione.aspx<div style="max-width: 854px;"> <div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe src="https://embed.ted.com/talks/reshma_saujani_teach_girls_bravery_not_perfection" width="854" height="480" style="position: absolute; left: 0; top: 0; width: 100%; height: 100%;" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen=""></iframe></div> </div> <p>“<strong>Si educano le figlie ad essere perfette, mentre i figli maschi ad essere coraggiosi</strong>”,  <strong>Reshma Saujani nel suo talk TED2016</strong> denuncia questo <strong>bias culturale.</strong></p> <p>La <strong>fondatrice di Girls Who Code (GWC),</strong> società no-profit che si impegna nella formazione delle giovani donne per avviarle al mondo del coding e della tecnologia in generale, sottolinea le <strong>differenze dei modelli educativi</strong> diversi <strong>per i giovani uomini</strong> rispetto a quelli per le giovani donne. E questo <strong>crea un imprinting che condiziona tutto lo sviluppo esistenziale successivo.</strong></p> <p>L’obiettivo di Reshma Saujani con la sua GWC è appassionare le ragazze ai linguaggi di programmazione e metterle in grado di procedere per tentativi, valorizzando la parte valida delle soluzioni, insegnando loro a correre dei rischi, perché solo con queste attitudini si riesce a progredire.</p> <p>Il proposito è quello di convincere ogni giovane donna del pianeta a <strong>sentirsi a proprio agio con l’imperfezione.</strong> <strong>Ad essere coraggiose. A contribuire attivamente al progresso senza l’ossessione della perfezione, valorizzando il contributo che ognuno può dare a parte del percorso del progresso.</strong></p> <p><strong> </strong></p> <p><em>Fonte: <a href="http://www.ted.com">www.ted.com</a></em></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/insegnate-il-coraggio-alle-bambine-non-la-perfezione.aspx2017-10-02T00:00:00